Il Sale della Terra 2020 di Antica Enotria, in Puglia a Cerignola
Si parla sempre troppo poco al Sud di Nero di Troia. Ci si è…
Si parla sempre troppo poco al Sud di Nero di Troia. Ci si è…
La vendita al calice è ormai una pratica consolidata fin dall’apertura, oltre 14 anni fa, a un prezzo politico di 5 euro al calice per quasi tutti i vini, tranne qualcuno a 8 euro. Un’ottima tecnica per far girare la cantina, perché Michele non esita ad aprire una bottiglia non prevista: non ci sono i vini al calice e allora non si apre altro? Qui si stappa a prescindere, tanto lui riesce a smaltire tutto, ma soprattutto perché i suoi clienti si fidano.
Il primo impatto è di fiori, con la ginestra gialla, e poi sfumature resinose mature come l’ambra e tocchi gessosi che preannunciano una buona mineralità al palato.
Le erbe mediterranee, come salvia e fiori di origano, sono l’esordio al naso, con intense sfumature agrumate, tutto in una cornice di assoluta eleganza e pulizia di frutto.
Quello che vedete in foto è solo una parte dello scaffale. Adesso moltiplicate per dieci e immaginate quanto vino c’era in quel supermercato. E l’Italia aveva solo alcuni ripiani con scritto “Italia”. Dentro c’era di tutto, dal Nord al Sud. Lascio a voi capire la mia tristezza. La Francia, invece, era divisa per territori produttivi, ben distinti fra loro, con prezzi interessanti.
Ma stasera avevo comprato un Homity Pasty e il Pecorino ci stava alla grande. L’Homity Pasty, come si vede nella foto, è un fagottino di pasta salata… A quanto pare è un piatto della tradizione inglese che nasce inizialmente come una classica torta salata aperta, per poi arrivare alla versione a fagottino, più adatta al consumo da street food.
Jobi & Joba mi ha riconciliato, consegnandomi un sorso più agile, ricco di frutto e tanta freschezza. Un vino godurioso, che si lascia bere, rinfrescandomi la giornata con profumi delicati di lampone, frutti di bosco e sfumature floreali.
Conclusione: nei profumi il frutto era intenso, mi riportava a qualche Primitivo molto maturo, quasi da vendemmia tardiva: ciliegia matura, frutti di bosco in confettura e spezie sparse qua e là.
Concludo con il Fish and chips del pub The Old Hackers Arms a Chester, dove ho trovato qualità in ogni dettaglio. A partire dallo stocco, buono nella qualità e nello spessore. Le patate erano notevoli: croccanti all’esterno e fondenti dentro. I piselli erano un po’ troppo cotti, ma ci sta: forse una scelta aziendale. Buona la tartara, dove almeno capperi e cetrioli erano presenti in buona quantità.
Vini senza anima, fotocopia di ogni annata, privi di personalità e con un finale piuttosto corto. Il frutto, però, rimane ostinatamente in ogni pertugio del palato.
Con amici si organizza una serena serata e a tavola arrivano il Moscatello secco e il Moscato Reale passito, lavorato secondo tradizione: un vino che, senza troppi giri di parole, surclassa per qualità molti vini conciati. Poi un rosato da Nero di Troia ottenuto da salasso, fruttato e diretto, lontano dalle solite “pressature soffici” con estrazioni leggere, piacevoli ma spesso un po’ esili.
Consultai un paio di amici su cosa vedere a Bordeaux e, entrambi, mi dissero: «Bellissima città; però non puoi perderti Arcachon con le sue ostriche».
Con grande piacere pubblico un articolo del mio amico Luciano Pignataro, che non ha bisogno…
La vera emozione me l’ha data la denominazione Castillon-Côtes de Bordeaux. Si trova appena a est di Saint-Émilion e, per molti appassionati, è una delle zone con il miglior rapporto qualità-prezzo di tutto il Bordolese. Il punto forte di Castillon è il terroir calcareo, capace di dare vini più profondi, minerali e longevi. Non voglio fare il saputello, ma ne avevo sentito parlare bene da più di un appassionato e la curiosità era parecchia.
E ora immaginate di addentare una bruschetta con pomodorini, origano e tanto olio evo nostrano e, accompagnarlo con un bicchiere di rosato pugliese, freddo, che dico, freddissimo, ricco di frutto, come ciliegie che ora arricchiscono di colore le campagne e con un gusto fruttato e minerale. a, dimenticavo, in riva al mare con la risacca che vi assedia l’olfatto di salsedine…
Commenti recenti