Il Trebbiano di Valentini 2018 – “Un’annata tranquilla”.
“Un’annata tranquilla”, così definita da chi ne custodisce il sapere per produrlo. Tranquillo lo è…
“Un’annata tranquilla”, così definita da chi ne custodisce il sapere per produrlo. Tranquillo lo è…
Ora, potrei scrivere fiumi di parole per descrivere l’eleganza e la personalità di questo bicchiere, ma basta guardare il contesto per comprendere il valore aggiunto che ha dato alla serata con amici speciali
Le erbe mediterranee, come salvia e fiori di origano, sono l’esordio al naso, con intense sfumature agrumate, tutto in una cornice di assoluta eleganza e pulizia di frutto.
Quello che vedete in foto è solo una parte dello scaffale. Adesso moltiplicate per dieci e immaginate quanto vino c’era in quel supermercato. E l’Italia aveva solo alcuni ripiani con scritto “Italia”. Dentro c’era di tutto, dal Nord al Sud. Lascio a voi capire la mia tristezza. La Francia, invece, era divisa per territori produttivi, ben distinti fra loro, con prezzi interessanti.
Ma stasera avevo comprato un Homity Pasty e il Pecorino ci stava alla grande. L’Homity Pasty, come si vede nella foto, è un fagottino di pasta salata… A quanto pare è un piatto della tradizione inglese che nasce inizialmente come una classica torta salata aperta, per poi arrivare alla versione a fagottino, più adatta al consumo da street food.
Molti, come me, hanno incontrato un uomo che ha dedicato la vita alla valorizzazione della sua terra, senza mai dimenticare di essere prima un padre, poi un imprenditore e solo dopo un professore.
Francesco, invece, è un artigiano vero. Produce da sempre tre soli vini, figli della sua terra. Non vogliono convincere nessuno: non sono presuntuosi, non hanno muscoli da esibire, non alzano la voce. Ti seducono piano, con la grazia di una dama d’altri tempi e la cortesia di un gentiluomo. Ti conquistano così, senza prepotenze. E sì, sono vini divisivi.
La flora selvatica entra in scena con discrezione: note aromatiche erbacee, di elicriso onnipresente, si fondono a un registro floreale elegante e modulato, che evolve come un tema in variazione.
Non storcete il naso: avete capito benissimo. Un Pinot Nero e un Riesling Renano che nascono sulle montagne dell’Aquila, a ottocento metri sul livello del mare. Confesso: non lo conoscevo nemmeno io. Ma l’ho bevuto e — detto in modo poco accademico — a me mi piace assai.
Il sorso è misurato, mai eccessivo, carezza il palato con frutto pieno e sfumature mentolate, con un finale lievemente rinfrescante ma sempre sostenuto da un corpo solido, ricco, armonioso.