Qui l’influsso del mare è netto, percepibile sia nei profumi che al gusto. La macchia mediterranea ti invade i sensi: sembra quasi di sentire il vento che attraversa i cespugli di mirto e ti porta addosso tutte le sue fragranze.
Insomma, si capisce subito che mi piace parecchio. È uno di quei vini che, nonostante i suoi 14,5 gradi (che per un Primitivo di Manduria sono quasi pochi) si beve con una facilità disarmante. È uno di quei Primitivi che ti fa dire: “Ecco, questo è un vino pugliese”.
E poi… ma avete visto il colore? Toni eleganti, quasi da vino nobile. Qualcuno potrebbe obiettare che, viste le colorazioni intensissime di certi altri Primitivi, quella non sia la “vera” tonalità del vitigno.
Ok, polemica chiusa.
I profumi sono suadenti e, oltre a quanto detto, emergono note di grani di caffè, cuoio dolce e tabacco dolce.
Io me lo berrei con una splendida tagliata, senza troppi fronzoli: solo sale e Primitivo. Però, vista l’eleganza e la morbidezza dei tannini, bilanciati alla grande da una bella acidità, ce lo vedo benissimo anche con una ricca zuppa di pesce. E perché no? Tanto sapidità e salmastro li ha già inside…
Perché privarsi del piacere dell’azzardo? È troppo banale relegare un vino del genere solo a formaggi, arrosti e piatti super strutturati.
Ah, quasi dimenticavo: vecchia vigna, a due passi dal mare, fermentazione spontanea e zero chimica. Scusatemi, qualche dettaglio andava dato anche ai “fenomeni da bicchiere”.
Per voi appassionati e goderecci del vino, invece, il discorso è semplice: bevete e godete. Il gusto, alla fine, è vostro.
De Quarto Vitivinicoltori – vini naturali e artigianali dello Jonio
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