Aligoté e ostriche ad Arcachon: una gita imperdibile da Bordeaux.
Consultai un paio di amici su cosa vedere a Bordeaux e, entrambi, mi dissero: «Bellissima città; però non puoi perderti Arcachon con le sue ostriche».
Consultai un paio di amici su cosa vedere a Bordeaux e, entrambi, mi dissero: «Bellissima città; però non puoi perderti Arcachon con le sue ostriche».
La vera emozione me l’ha data la denominazione Castillon-Côtes de Bordeaux. Si trova appena a est di Saint-Émilion e, per molti appassionati, è una delle zone con il miglior rapporto qualità-prezzo di tutto il Bordolese. Il punto forte di Castillon è il terroir calcareo, capace di dare vini più profondi, minerali e longevi. Non voglio fare il saputello, ma ne avevo sentito parlare bene da più di un appassionato e la curiosità era parecchia.
La cantina di affinamento e produzione non è in campagna, ma nel palazzotto di famiglia, in pieno centro storico di Loreto, in via del Baio. Nota a margine per intenditori: sulla stessa via si trova anche la famiglia Valentini. Ho detto tutto.
Prima di entrare nel cuore della serata, è giusto soffermarsi sul contesto. Felline è un piccolo gioiello del Salento, un paese minuscolo e incantevole dove il tempo sembra sospendersi. Ideale per vacanze silenziose, lontane dal caos, eppure a soli cinque minuti da un mare spettacolare, con sabbia bianca e boschi protetti. La macchia mediterranea è protagonista: cespugli di mirto, pini altissimi e profumi che si insinuano sotto pelle.
E come sempre il vino che “a me mi” ha coinvolto maggiormente è l’Aglianico vinificato e affinato solo in acciaio, da cui si evincono tutti i caratteri distintivi tipici di quel terroir unico che uomo e natura hanno plasmato insieme.
La mia prima riflessione va ai suoi tannini mai amari, ma sempre amaricanti; mai invadenti ma sempre presenti; mai aggressivi ma sempre efficaci.
La lumaca veicola un messaggio di lentezza e tranquillità. Godere appieno un territorio come metafora del vivere la vita meno freneticamente e in modo salutare.
Archiviamo la parentesi godereccia e torniamo a cose più serie: è partito un progetto di zonazione areale dei territori vocati alla vigna con la presentazione del libro “Le Contrade del Vino di Loreto Aprutino” scritto da Gabriele Valentini, ricercatore presso l’Università di Bologna, svoltasi al Teatro Luigi De Deo a Loreto Aprutino.
Finalmente ho l’opportunità di non dover solo elogiare le cantine di altre regioni per la loro capacità di saper accogliere turisti e ospiti argomentando su territorio, vitigni autoctoni e aneddoti famigliari.
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