La Ventricina di Luciano Caracciolo a Carunchio nell’Alto Vastese in Abruzzo: una gioia per occhi e palato…
Arrivo a Carunchio e dopo una estenuate salita mi ritrovo di fronte un palazzone del…
Arrivo a Carunchio e dopo una estenuate salita mi ritrovo di fronte un palazzone del…
Tavole semplici con una lista di piatti esclusivamente tradizionali realizzati solo con prodotti del loro lavoro: pasta alla chitarra al sugo di papera, Sagne a pezzi con il sugo semplice, Pizz e foje; Pallotte Cacio e Ove e Coniglio con le patate sotto il coppo. Mi raccomando, non essendo un ristorante tradizionale vi conviene chiamare e prenotare.
Il Coppo assieme alla fornacella, per arrostire gli arrosticini, sono sempre presenti in ogni famiglia contadina abruzzese in un territorio ricco di giacimenti enogastronomici.
Ogni volta che vado in Abruzzo mi sembra sempre di entrare in un’altra dimensione, di…
Peschici merita il viaggio per gli scenari da cartolina, il mare cristallino, una ristorazione di…
Non sopporto più sentirmi proporre “vuole un prosecchino?” e questo avviene quasi sempre quando ti…
Come ormai noto, i vitigni per eccellenza sono Trebbiano e Montepulciano e, ormai da anni, anche il Pecorino che si è ritagliato un ruolo di ragazzone simpatico e affidabile in tutta la regione facendosi apprezzare anche in tutta Italia.
Voglio iniziare a parlarvi di Attanasio, un piccolo produttore a Manduria (Ta) storico per il suo Primitivo che fa affinare il suo rosato da pressatura soffice in anfore di terracotta pugliese, che non cedono nulla ma rendono il vino equilibrato e meno nervoso: bello e vero il coloro che ricorda la ciliegia fresca, come anche nei profumi intensi di ciliegia, rosa rossa e agrumi; morbidissimo e sapido, avvolgente nel berlo. http://www.primitivo-attanasio.com/index.htm
… certi abbinamenti non nascono per caso come il rotolo di coniglio con carciofi, salsiccia…
Allora sono sceso in paese e da perfetto turista ho domandato al primo anziano che ho incontrato con “panza all’aria” seduto al bar della piazzetta. La risposta non ha tardato ad arrivare: poche parole, alzando il braccio col suo ditone da uomo vissuto mi ha indicato perentoriamente la “strada della felicità”. “Lì devi andare, da Gigino”.