LOGOANDREADEPALMA
Facebook
LinkedIn
Instagram
  • Galleria fotografica
  • Chi sono
  • cosa BERE
  • dove MANGIARE
  • cosa CUCINARE
  • dove ANDARE
  • Punti di vista e approfondimenti
  • Contatti

Aligoté e ostriche ad Arcachon: una gita imperdibile da Bordeaux.

19 Giugno 2026Andrea De PalmaNessun commento

Vai a Bordeaux e poi non vai ad Arcachon?

Consultai un paio di amici su cosa vedere a Bordeaux e, entrambi, mi dissero: «Bellissima città; però non puoi perderti Arcachon con le sue ostriche».

Detto, fatto. C’è un treno regionale che in meno di un’ora mi ha portato ad Arcachon, un paesino risalente all’Ottocento, meta d’elezione della borghesia di Bordeaux. Case graziose, tanti fiori, tutto curato e ordinato, con un lungomare stracolmo di localini affacciati sul bacino naturale alimentato dall’Oceano Atlantico.

Meta ideale per chi vuole rilassarsi e, soprattutto, godersi le sue prelibate ostriche.

Facendo qualche ricerca, scoprii che dobbiamo in parte ringraziare il buon Napoleone III, che contribuì allo sviluppo dell’ostricoltura moderna. Il Bacino di Arcachon è infatti la culla ideale per questo tipo di allevamento grazie alle sue acque poco profonde e ricche di plancton.

Per poter assaporare la gastronomia locale e le ostriche si deve andare al mercato coperto di Arcachon, che si chiama Les Halles d’Arcachon ed è situato in Place des Marquises, nel cuore della città e a pochi passi dalla stazione.

Ma prima è d’obbligo un bel giretto tra le stradine, fra negozi di souvenir e pasticcerie dove spicca il celebre Cannelé, piccolo dolce bordolese dalla crosta caramellata e dal cuore morbido. Una volta arrivato al mercato, invece, mi sono fermato per ore.

Poi, dietro l’angolo, già si sentivano i profumi delle carni arrosto provenienti da alcuni food truck nei pressi del mercato.

Appena entrato, il mio sguardo non sapeva più dove posarsi. In questi casi adotto la tecnica del segugio: prima un giro veloce di ricognizione e poi decido da dove iniziare.

Il mio sesto senso mi porta da una signora che, con fare sicuro, apriva ostriche (Huîtres Arcachon-Cap Ferret). Non essendo molto preparato sull’argomento, le chiedo un piatto misto.

A dire il vero, all’inizio mi sembravano tutte uguali. Poi, assaggio dopo assaggio, emergono profumi di mare, sapidità e una forte impronta minerale. Osservando meglio, mi accorgo che non si tratta di un semplice rivenditore ma di uno dei tanti piccoli produttori che allevano ostriche nei villaggi affacciati sul Bacino di Arcachon. Una realtà che qui sembra ancora molto legata al territorio e alle tradizioni locali.

(Devecchi David – 97 Port de Gujan, Digue Ouest, 33470 Gujan-Mestras)

E vuoi che non vada a scegliere un Borgogna Aligoté bello freddo per accompagnare questo pasto da imperatore?

Non conoscevo bene questo vitigno, ma mi bastano pochi sorsi per capire di aver fatto un’ottima scelta e di aver creato un autentico abbinamento d’amore.

Pur essendo il vino base di questo produttore, svolge magnificamente il suo lavoro. Le note minerali dell’ostrica si sposavano in un gioco di odio e amore con quelle del vino che, oltre alla sapidità, sfoggiava una mineralità rilanciata da note agrumate e di frutto.

Che vi devo dire? Ho goduto alla grande.

L’Aligoté, assieme allo Chardonnay, è uno dei vitigni più diffusi della Borgogna. Le mie ricerche confermano che regala vini freschi, agili, ricchi di sapidità e mineralità, sempre accompagnati da note agrumate, floreali, erbacee e vegetali. Insomma, i vini che piacciono a me.

Approfondendo un po’ (per i secchioni dal bicchiere roteante), scopro che prima della fillossera era il vitigno principale della Borgogna. Successivamente molti nuovi impianti privilegiarono lo Chardonnay, ma negli ultimi anni la riscoperta dei vitigni autoctoni lo sta riportando in auge, anche perché pare sia piuttosto difficile da allevare.

In passato, inoltre, la sovrapproduzione dava vini piuttosto semplici, tanto che spesso venivano arricchiti con il Crème de Cassis per creare il celebre Kir.

Ma ritorniamo al mercato, dove non ci sono solo ostriche: le foto parlano da sole. Paté e terrine di ogni genere, carni bianche e rosse a fiumi e, naturalmente, l’immancabile anatra.

Il tutto in un caos ordinato. Si prendeva il proprio piatto stracolmo di prelibatezze e ci si sedeva nelle aree attrezzate con tavoli comuni. Finito il pranzo, ognuno provvedeva a smaltire tutto nella raccolta differenziata, compresi i bicchieri.

Un format eccellente per approfittare delle tante specialità presenti. Naturalmente era possibile anche fare semplicemente la spesa e portare tutto a casa.

La cosa che più mi ha colpito è stata la naturalezza con cui convivono produttori, residenti e turisti. Non c’è nulla di costruito per stupire: semplicemente cibo di qualità, persone che lavorano e gente che si gode il momento.

Se poi vi avanza del tempo, dalla stazione di Arcachon parte un autobus che porta a una delle meraviglie naturali della zona: la Duna di Pilat.

Formatasi nel corso di migliaia di anni grazie all’azione combinata del vento oceanico e delle correnti marine, ha creato una vera montagna di sabbia che ancora oggi avanza lentamente verso la foresta alle sue spalle.

Una gioia assicurata per ragazzi, bambini e anche per qualche temerario adulto. Le foto raccontano meglio di qualsiasi parola la magnificenza della natura.

La sera si avvicinava e il ritorno a Bordeaux era d’obbligo. Una magnifica esperienza che mi ha arricchito.

Buon viaggio.

Tag: Aligotè, Archacon, Bordeaux, Duna de PIlat, Ostriche
Post precedente Identità Golose, una riflessione di Luciano Pignataro che merita attenzione. Meditate…!

articoli collegati

Guillotière de Guillot Clauzel Pomerol 2023: immediatezza e agilità

20 Maggio 2026Andrea De Palma

Il fascino di Saint-Émilion e la piacevole scoperta di Le Pic du Versant 2022 di Caroline et Loulou Mitjavile

11 Giugno 2026Andrea De Palma

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • Aligoté e ostriche ad Arcachon: una gita imperdibile da Bordeaux.
  • Identità Golose, una riflessione di Luciano Pignataro che merita attenzione. Meditate…!
  • Il fascino di Saint-Émilion e la piacevole scoperta di Le Pic du Versant 2022 di Caroline et Loulou Mitjavile
  • No. Non venite in Puglia. Dandy 2025 il rosato di Mazzone da Nero di Troia ce lo beviamo noi.
  • Plantamura “Contrada San Pietro” 2021: Il vino da rinfrescare per i barbecue estivi..

Commenti recenti

  • Andrea De Palma su Le Zie, la trattoria di Lecce dove la cucina è quella di casa e l’accoglienza sa di famiglia
  • Nico su Le Zie, la trattoria di Lecce dove la cucina è quella di casa e l’accoglienza sa di famiglia
  • Football prediction su Quando la Falanghina ti sorprende: Le Fossette 2014 di Alberto Longo
  • piero su Il rosato da Nero di Troia Fabri 2024 di Rivera — autentico, sincero, un atto d’amore agricolo
  • Antonio Bello su Bottiglie sorseggiate: il Notarpanaro di Cosimo Taurino, annata 1985

Archivi

  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Novembre 2019
  • Ottobre 2019
  • Settembre 2019
  • Agosto 2019
  • Maggio 2019
  • Aprile 2019
  • Febbraio 2019
  • Gennaio 2019
  • Dicembre 2018
  • Novembre 2018
  • Ottobre 2018
  • Settembre 2018
  • Agosto 2018
  • Giugno 2018
  • Maggio 2018
  • Aprile 2018
  • Marzo 2018
  • Febbraio 2018
  • Gennaio 2018
  • Dicembre 2017
  • Novembre 2017
  • Ottobre 2017
  • Settembre 2017
  • Agosto 2017
  • Luglio 2017
  • Giugno 2017
  • Maggio 2017
  • Aprile 2017
  • Marzo 2017
  • Febbraio 2017
  • Gennaio 2017
  • Dicembre 2016
  • Novembre 2016
  • Ottobre 2016
  • Settembre 2016
  • Agosto 2016
  • Luglio 2016
  • Giugno 2016
  • Maggio 2016
  • Aprile 2016
  • Marzo 2016
  • Febbraio 2016
  • Novembre 2015
  • Ottobre 2015
  • Agosto 2015
  • Luglio 2015
  • Giugno 2015
  • Maggio 2015
  • Marzo 2015
  • Gennaio 2015
  • Maggio 2014

Tag cloud

Abruzzo Aglianico Andria Basilicata bollicina Bombino Bianco Borgo Eganzia Borgo Egnazia Campania Castel del Monte Cataldi Madonna Centorame Cerasuolo CORONE Falanghina Fivi Gioia del Colle Greco di Tufo Guida Vini Buoni d'Italia Lecce Locanda di Beatrice Loreto Aprutino Manduria Meet in cucina Montepulciano Murgia Negroamaro Nero di Troia Passerina Pecorino Primitivo Primitivo di Manduria Puglia Rivera Rosato Salento San Severo Spumante Tintilia Torre dei Beati Trani Trebbiano Valentini Vinibuoni Vulture
© Andrea De Palma - E-mail: depalma.andrea@gmail.com - Cell. 330324421