Il centro di Bordeaux pullula di tanta bella gente, strade assolate: si respira un’aria rilassante e piacevole, dove ogni vetrina diventa un motivo per fermarsi e sognare.
Ma, verso la mezza, il languorino si fa sentire. Tante le insegne di bistrot con menu chilometrici dove tutti sanno fare tutto, ma nel centro di una città turistica è un classico.
Meglio non rischiare e preferire uno spuntino in una storica Cave (vineria) consigliatami dalla mia amica e Fiorella, dove bere un’etichetta seria con qualche stuzzichino.
Prenoto e ad aspettarci c’è Alessandro, un italiano trapiantato da anni a Bordeaux, sempre disponibile e attento.
Mi mostra questo angolo di paradiso per noi che amiamo il vino: classico banco da vineria e scaffali stracolmi di vini artigianali, con ben segnalata la zona di provenienza.
Ma, vista la vasta offerta, mi faccio consigliare un Bordeaux della tradizione e la scelta è Jobi & Joba, prodotto da Vignobles Despagne-Rapin – Maison Blanche, a Montagne-Saint-Émilion, sulla riva destra di Bordeaux.
Prendo posto fuori e mi preparo ad assaporare un tagliere di salumi e formaggi, sorseggiare il mio vino e sfumacchiarmi un bel Toscano.
La disponibilità e la professionalità di Alessandro, con un servizio celere, non fanno altro che arricchire un’offerta gastronomica misurata, ma finalizzata a godersi un’oretta tranquilla.
Tante sono le attività dove il sorriso è assente, dove il personale ti guarda come un mero cliente da servire. In fin dei conti stiamo bevendo un semplice bicchiere di vino. E invece l’errore è proprio questo: pensare che basti che il vino o un buon piatto di pasta siano buoni per aver offerto un servizio efficace al nostro cliente.
No. Oggi, ancora di più, il bicchiere di vino deve essere al centro di un servizio più complesso, fatto di ambienti accoglienti, personale sorridente e disponibile e, soprattutto, competenza per offrire al cliente il miglior prodotto in base alle sue aspettative. E qui l’ascolto è davvero basilare.
Beh, torniamo al Jobi & Joba. Che vi devo dire? Mi è bastato dire ad Alessandro che non volevo un Bordeaux standard da turista, ma qualcosa di più vicino al gusto artigianale.
Non molte, ma abbastanza, le etichette che ho potuto degustare negli anni, e avevo un’idea del Bordeaux come vino costruito per piacere: pulizia estrema, eleganza, finezza, persistenza gustativa. Mai niente fuori dai canoni solo perfezione stilistica.
Jobi & Joba mi ha riconciliato, consegnandomi un sorso più agile, ricco di frutto e tanta freschezza. Un vino godurioso, che si lascia bere, rinfrescandomi la giornata con profumi delicati di lampone, frutti di bosco e sfumature floreali.
Alterno salame e formaggio con i sorsi del vino, il palato mi resta pulito e cerco, provo a capire dove sono i tannini. Ci sono e non si sentono, avvolti dal frutto e da una piacevolezza. E la mano artigianale si sente ovunque: quei profumi, quelle tonalità di gusto vibranti, mai scontate e mai ripetitive, sono il risultato di una lavorazione fatta con il cuore e non solo con la tecnica.
Insomma, un vino fuori dagli stereotipi del Bordeaux che conoscevo. Il Jobi & Joba è euello che definisco un “Vino Vero”, artigianale, che nasce da un uvaggio con prevalenza di Cabernet Franc e una minima percentuale di Merlot, terroir argillo-calcareo, in agricoltura biodinamica, affinato in cemento. Fermentazione spontanea, con brevi macerazioni e una buona parte delle uve a grappolo intero. Il terroir è quello della riva destra della Gironda, a est di Libourne, nell’area di Saint-Émilion.
Un particolare curioso: Jobi e Joba sono i nomi dei due buoi che vivono nella proprietà. Quindi il nome del vino non è casuale: nasce proprio dalla vita della tenuta.
Aspettativa rispettata.
Se vi trovate in zona, andateci:
https://www.chezlepepere.com/






