
Continua a stupirmi l’attenzione alla scelta dei vini da parte di molti pub seri a Chester. Dopo il corso di inglese, a pranzo, decido che forse è il caso di un buon bicchiere di vino e di rifocillarmi adeguatamente.
Per non sbagliare torno al solito pub il Paysan a Chester (61 Bridge Street Row East, Chester, CH1 1NW), dove sono certo di mangiare un pollo decente, ma questa volta opto anche per un buon bicchiere di rosso.
Vado a ravanare fra le bottiglie nel ghiaccio. Sì, avete capito bene: ghiaccio. E vedo questo rosso con scritto Grenache – Pinot Noir. Bene, voglio provarlo. E spero non dia acqua edulcorata come gli ultimi due.
Danoncrederci…
Anche se freddo, dal bicchiere il frutto maturo era già carico di carattere e intenso. A tratti provo un sorso, ma era troppo freddo per una vera valutazione. Però già dimostrava tratti interessanti di un vino che vuole raccontarti qualcosa.
Incredulo, lo tengo fra le mani per farlo riscaldare, ma nel frattempo arriva il pollo e inizio a mangiare. Ma lui, sempre freddo.

Conclusione: nei profumi il frutto era intenso, mi riportava a qualche Primitivo molto maturo, quasi da vendemmia tardiva: ciliegia matura, frutti di bosco in confettura e spezie sparse qua e là. E nel berlo il Pinot Nero lo rinfrescava e gli dava un’agilità che non avrebbe avuto da solo. Tannini asfaltati (ma ci sta nella logica del vino) dal frutto concentrato e una bella persistenza. Balsami e consistenza spazzolavano il povero pennuto con le patatine. L’IA mi dà una mano a capire di cosa stiamo parlando.
Sorpresona.
La cantina è di un piccolo produttore in agricoltura biodinamica. La famiglia è proprietaria delle vigne da quattordici generazioni nel territorio della Valle del Rodano.
Il vino dovrebbe essere un prodotto agile e facile da bere, messo sul mercato come Vin de France, ma sicuramente gli sarà scappata la mano e ha prodotto un rosso di tutto rispetto.
Azzeccatissimo l’assemblaggio con Grenache e Pinot Nero, ma la cosa che mi chiarisce il perché di un frutto così penetrante e di un sorso consistente è l’uso del metodo Solera.
Questo significa che l’annata non ha più gran senso, ma comunque rispetto la scelta produttiva affinché venga mantenuta la qualità aziendale anche con un prodotto a costo contenuto.
E così hai un vino buono da bere, dal palato accessibile, leggibile e piacevole a tutti.
Ci siamo capiti…
Significa che ogni annata giovane viene arricchita e mescolata con riserve di vecchie annate maturate il barrique e quindi si ottiene un vino di buon spessore e di beva interessante. Poi la maturazione è in vasche di cemento e quindi il vino ne guadagna in qualità gustativa, delineando al meglio il gusto. Non è riuscito ad arrivare a temperatura. L’ho bevuto prima, quindi accontentatevi di quello che ho scritto.
Personalmente mi fido più del gusto che dei profumi.
Note a margine per i fenomeni da bicchiere…
Micro-Cosme Grenache – Pinot Noir 2024
Un vino da 14 pound.
50% Pinot Noir – 50% Grenache. Fermentazione e affinamento in vasche di cemento. Classificazione Vin de France. Prodotto attraverso un sistema Solera iniziato nel 1999, con vecchi vini di Grenache e Pinot Noire che vengono progressivamente assemblati con vini più giovani.
Produttore: Château de Saint Cosme
Zona: Gigondas, Valle del Rodano meridionale
Vitigni: Grenache e Pinot Noir
Tipologia: Vin de France





