Per chi vuole approfondire e conoscere uno dei vitigni, il Pecorino, più identitari del Centro Italia, deve assolutamente provare questa versione.
Due grandi produttori, uno nelle Marche e un grande Luigi Cataldi Madonna in Abruzzo, hanno contribuito alla sua diffusione. Luigi lo cito con tristezza perché ci ha lasciati da poco (vi allego un mio pensiero su di lui).
Ho conosciuto Fausto Albanese quando faceva un grande rosso e un superlativo Cerasuolo. Lo ammetterò fino alla noia: inizialmente non lo capivo, ma perché ero impreparato a comprendere certe artigianalità. Ormai sono passati quasi vent’anni e qualcosa l’abbiamo capita.
Di bianchi non se ne parlava, ma ormai da anni è diventato un bianchista. Ma non glielo dite! Le sue versioni di Trebbiano sono strepitose e questo Pecorino ha raggiunto un’eleganza come non mai.
Il Pecorino ha dato filo da torcere a tutti: basso nelle rese e ostico nella gestione della vigna. Ricordo qualche versione di altri produttori che sembrava candeggina nel colore e ricca di corpo e alcol, tanto da poterla affettare.
Il 2025 di Fausto mette in risalto le migliori e principali caratteristiche del vitigno: la sua complessità aromatica, la notevole acidità e la mineralità che ne fanno un vino verticale, da bere a tutto pasto.
Le erbe mediterranee, come salvia e fiori di origano, sono l’esordio al naso, con intense sfumature agrumate, tutto in una cornice di assoluta eleganza e pulizia di frutto.
Al primo sorso firma già un palato “sapidone”, lungo, con mineralità e acidità penetrante, dove le note agrumate continuano ad alternarsi alla piacevole freschezza delle erbe, con un finale quasi salino puntinato di iodio.
La vigna è ormai allenata a dare un gran vino, i terreni sono argillosi-calcarei e Fausto non sbaglia mai un colpo. Andarlo a trovare è un regalo che vi fate, perché ascolterete prima di tutto un vero appassionato, poi un artigiano del vino e poi un imprenditore.
I suoi vini non costano mai tanto, perché per lui il vino deve poter essere acquistato senza ansie.
Nessuna alchimia nella lavorazione: le uve sono fermentate e affinate in acciaio. Il resto lo fa la capacità di gestire bene una vigna che ormai ha già 20 anni.
Vabbè. Si capisce che il vino mi è piaciuto assai…
Il ricordo di Luigi Cataldi Madonna: https://andreadepalma.it/cataldi-madonna-pie-delle-vigne-ofena-abruzzo-cerasuolo/
Torre dei Beati



