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	<title>Ragu napoletano Archivi - Il blog di Andrea De Palma</title>
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	<description>Il blog di Andrea De Palma</description>
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	<title>Ragu napoletano Archivi - Il blog di Andrea De Palma</title>
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		<title>Il Ragu napoletano alla genovese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2020 15:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[Ragu genovese]]></category>
		<category><![CDATA[Ragu napoletano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quello che sto per descrivervi non è un piatto pugliese, è vero, il che testimonia la mia passione anche verso la cucina di altre regioni italiane, ciascuna detentrice di una cultura gastronomica fatta di profumi, sapori, vissuti propri e questo piatto napoletano ha sempre esercitato su di me un certo fascino. </p>
<p>L'articolo <a href="https://andreadepalma.it/ragu-napoletano-ragu-genovese/">Il Ragu napoletano alla genovese</a> proviene da <a href="https://andreadepalma.it">Il blog di Andrea De Palma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Adoro i piatti di lunga cottura, quelli che devono andare adagio adagio ed essere curati e cullati come fossero bambini.</p>
<p>La cultura della cucina “Lego”, come la definisco io, ha reso i piatti sterili e privi di personalità.</p>
<p>Per quanto mi riguarda io valuto la qualità di un ristorante dalla presenza nel menu di pietanze che necessitano di tempo e per le quali l’attenzione e la pazienza dello chef sono essenziali.</p>
<p>Quello che sto per descrivervi non è un piatto pugliese, è vero, il che testimonia la mia passione anche verso la cucina di altre regioni italiane, ciascuna detentrice di una cultura gastronomica fatta di profumi, sapori, vissuti propri e questo piatto napoletano ha sempre esercitato su di me un certo fascino. </p>
<p>Erano anni che desideravo prepararlo: ne avevo assaggiato un paio di versioni, ma non mi avevano convinto per cui ho fatto una ricerca più dettagliata prima di mettermi all’opera. </p>
<blockquote>
<p>Per un maggiore approfondimento potete consultare questo link: <a href="https://www.lucianopignataro.it/a/la-pasta-con-la-genovese-a-napoli/3543/">https://www.lucianopignataro.it/a/la-pasta-con-la-genovese-a-napoli/3543/</a> , che vi farà comprendere come la cucina sia patrimonio di tutti e che cibi e ingredienti che consideriamo nostri siano, in realtà, il risultato di scambi tra regioni e addirittura nazioni, in particolar modo quelle dell’area del Mediterraneo. </p>
</blockquote>
<p>Si tratta, in sintesi, di uno stracotto di tante cipolle (io ho utilizzato la dolcissima cipolla di Margherita di Savoia: chi non ama la cipolla si tenga a distanza) e carne di vitello. </p>
<p>Alcuni preferiscono solo il maiale, altri entrambi; a ciascuno la propria versione e la propria ricetta.</p>
<p>Io vi consiglio un pezzo di carne abbastanza tenero; c’è chi predilige pezzi della parte posteriore del vitello, altri optano per parti meno nobili, la cosa importante è che sia saporita. </p>

<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ingredienti per una bella tavolata da 7/8 persone</strong></p>
<p><em>(se poi ne resta potete utilizzarlo per tante preparazioni, come in abbinamento alla pasta con le melanzane, o in un risotto mantecato con formaggi morbidi o da solo).</em></p>
<ul>
<li>Kg 2 di cipolle che andranno tagliate finemente</li>
<li>Kg 1 di carne intera o a pezzettoni</li>
<li>Aromi come sedano, carote e alloro</li>
<li>Pepe e sale: io ho messo il peperoncino</li>
<li>Olio extravergine</li>
<li>Vino bianco per sfumare</li>
<li>Formaggio grattugiato ( io ho preferito un Grana media stagionatura)</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<ol>
<li>Mettere l’olio nella casseruola alta in modo da far rosolare bene la carne, facendone lasciare il sapore sfumando con poco vino bianco.</li>
<li>Togliere la carne e unire il sedano e carota tagliati a pezzettoni, con alloro e peperoncino.</li>
<li>Aggiungere le cipolle e lasciarle appassire per pochi minuti, aggiungendo due pomodori: ma non tutti lo fanno.</li>
<li>Unire la carne e lasciare cucinare a fuoco lento per almeno tre ore fino a quando la carne è cotta.</li>
<li>Rimestare in continuazione e far ridurre fino a quando il composto è diventato di colore marroncino.</li>
<li>La tradizione vuole che la carne venga tolta dal composto e servita a parte, io invece ho lasciato qualche pezzo frantumandolo assieme alla cipolla per creare un composto unico</li>
<li>A questo punto si cuoce la pasta, alcuni la tirano al dente e terminano la cottura con parte del composto, mentre io ho preferito lasciare la pasta in bianco e poggiare sopra il ragu: la pasta ideale sono i Ziti spezzati a mano di Gragnano, ma in mancanza va benissimo pasta grossa o pennette come nel mio caso.</li>
<li>A questo punto si cuoce la pasta: alcuni la tirano al dente e terminano la cottura con parte del composto, mentre io l’ho lasciata in bianco e aggiunto sopra il ragù; l’ideale sono gli ziti di Gragnano spezzati a mano, in alternativa pasta grossa o pennette, come nel mio caso. </li>
</ol>
<div id="attachment_6085" style="width: 983px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6085" class=" wp-image-6085" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2020/05/Ragu-Genovese-7-300x300.jpg" alt="" width="973" height="973" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2020/05/Ragu-Genovese-7-300x300.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2020/05/Ragu-Genovese-7-150x150.jpg 150w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2020/05/Ragu-Genovese-7-600x600.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2020/05/Ragu-Genovese-7-350x350.jpg 350w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2020/05/Ragu-Genovese-7.jpg 700w" sizes="(max-width: 973px) 100vw, 973px" /><p id="caption-attachment-6085" class="wp-caption-text">Pennette con Ragu alla Genovese</p></div>
<p><br />L’abbinamento campano predilige un bianco di grande struttura come la Coda di Volpe. Io, invece, ho scelto un Primitivo di Gioia del Colle di Plantamura, ricco di fragranze floreali e fruttate, di gran gusto e morbidezza.</p>
<p><blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="3KMy01EIfP"><a href="https://andreadepalma.it/plantamura-gioia-del-colle-riserva-2016-primitivo/">Primitivo di Gioia del Colle riserva 2016 di Plantamura: una famiglia al servizio del vino</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Primitivo di Gioia del Colle riserva 2016 di Plantamura: una famiglia al servizio del vino&#8221; &#8212; Il blog di Andrea De Palma" src="https://andreadepalma.it/plantamura-gioia-del-colle-riserva-2016-primitivo/embed/#?secret=Z6Xfh3VJ4i#?secret=3KMy01EIfP" data-secret="3KMy01EIfP" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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