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	<title>Daunia Archivi - Il blog di Andrea De Palma</title>
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		<title>Quando la Falanghina ti sorprende: Le Fossette 2014 di Alberto Longo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 13:52:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa bere]]></category>
		<category><![CDATA[Cacc'e mmitte di Lucera]]></category>
		<category><![CDATA[Daunia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Già mentre la versavo, mi parlava. Colava lenta e cremosa nel decanter, con un giallo paglierino brillante che sapeva di fascino e di allure, come una chanteuse capace di ammaliare con un solo sguardo. Nel bicchiere non precipitava, scivolava con calma, quasi a farsi desiderare. Respirava, si apriva, ammiccava con le sue prime note olfattive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://andreadepalma.it/longo-falanghina-daunia-puglia-transumanza/">Quando la Falanghina ti sorprende: Le Fossette 2014 di Alberto Longo</a> proviene da <a href="https://andreadepalma.it">Il blog di Andrea De Palma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/23f1.png" alt="⏱" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Tempo di lettura: 5 minuti</strong></p>
<p>Capita, ogni tanto, di organizzare degustazioni con amici partendo da un’idea semplice: stappare bottiglie dimenticate. Sì, quelle lasciate a impolverarsi sugli scaffali disordinati, fino al giorno in cui esclami: “Caxxo, ma questa Falanghina da dove salta fuori?”.</p>
<p>Così ho messo insieme un gruppetto tutto al femminile – e pure tosto – e via con la degustazione alla cieca. Bottiglie nei sacchetti, decanter in fila, discussioni animate e inevitabili battibecchi da “brontoloni da bicchiere”. Insomma, il solito teatrino enologico fatto di seghe mentali infinite e schizzi di vino qua e là.</p>
<p>Alla fine, però, in quattro abbiamo trovato un consenso: c’era una bottiglia che ci aveva spiazzato, conquistato e fatto sorridere. Io ero convinto si trattasse di un Pecorino (che pure c’era e che racconterò un’altra volta), e invece no… lei si è presentata senza preavviso: <em>Le Fossette 2014</em>.</p>
<blockquote><p>Già mentre la versavo, mi parlava. Colava lenta e cremosa nel decanter, con un giallo paglierino brillante che sapeva di fascino e di allure, come una chanteuse capace di ammaliare con un solo sguardo. Nel bicchiere non precipitava, scivolava con calma, quasi a farsi desiderare. Respirava, si apriva, ammiccava con le sue prime note olfattive.</p></blockquote>
<p>E nella mia testa un pensiero: “Vedrai, dopo tutti questi anni sarà piatta…”. Già mi immaginavo la delusione. E invece, sorpresa: dal calice ci ha schiaffeggiati, ma con un guanto di velluto. Note floreali e agrumate, pulite, freschissime. Poi si è fatta più civetta: sfumature balsamiche, resinose, speziate. Un pizzico di curry qua, una ventata di salsedine là.</p>
<p>L’aspettativa saliva. La voglia di assaggiarla diventava irrefrenabile. Al primo sorso è arrivata la conferma: freschezza viva, acidità ben presente, mineralità che tiene insieme tutto con eleganza. E ancora frutto integro, miele delicato (mai ossidato), e un finale mentolato da applausi.</p>
<div id="attachment_5820" style="width: 873px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-5820" class="wp-image-5820" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2019/11/Alberto-Longo-300x300.jpg" alt="" width="863" height="863" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2019/11/Alberto-Longo-300x300.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2019/11/Alberto-Longo-150x150.jpg 150w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2019/11/Alberto-Longo-768x768.jpg 768w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2019/11/Alberto-Longo-1024x1024.jpg 1024w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2019/11/Alberto-Longo-600x600.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2019/11/Alberto-Longo-350x350.jpg 350w" sizes="(max-width: 863px) 100vw, 863px" /><p id="caption-attachment-5820" class="wp-caption-text"><strong>Nella cucina di casa Longo con Alberto</strong></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Grazie Alberto! </strong>Forse non tutti lo conoscono, e allora mi permetto di raccontarvelo. Alberto Longo è figlio di una storia che nasce dall’incontro di due mondi, quelli che la transumanza sapeva unire. La madre scendeva con la sua famiglia dalle montagne abruzzesi, portando le greggi nella pianura pugliese. E lì nacque l’amore. Oggi la mamma custodisce ancora i valori di famiglia, mentre papà Giovanni veglia dall’alto.</p>
<p data-start="545" data-end="897">Da ragazzo Alberto aiutava il padre tra vigne e campi di cereali. Poi arrivarono gli studi, la laurea e una carriera professionale brillante. Ma la terra continuava a chiamarlo. E per regalare gioia ai genitori decise di ridare vita a quei luoghi costruendo <strong data-start="803" data-end="825">Masseria Celentano</strong>, un resort dove il tempo sembra fermarsi e la memoria ritrovare casa.</p>
<p>Non appagato, apre anche una cantina nella sua Daunia, coinvolgendo enologi di spessore e puntando a valorizzare il territorio. E i risultati, come questa Falanghina, parlano da soli.</p>
<p>Io, dubbioso sulla complessità olfattiva, ho pure tirato giù dalla libreria il “Moio – Il Respiro del vino”. Alla pagina 437 c’è la radiografia perfetta della Falanghina: una conferma a quello che avevo nel bicchiere. (Se vi interessa, vi mando una mappa concettuale dei descrittori…).</p>
<p>E con questo chiudo. Vi consiglio di cercare le varie annate della Falanghina di Alberto Longo e, se vi capita, il suo <em>Cacc’e e Mmitte</em> di Lucera: una meraviglia. Ma di quello magari vi racconto un’altra volta.</p>
<p>&#8230; per approfondimenti vi allego il link di un mio datato contributo a questa splendida famiglia:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="w5eKGPk8Xi"><p><a href="https://andreadepalma.it/alberto-longo-masseria-celentano-cacce-mmitte/">Il Cacc&#8217;e mmitte di Lucera  di Alberto Longo, l&#8217;amore per i vini e per il suo territorio</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Il Cacc&#8217;e mmitte di Lucera  di Alberto Longo, l&#8217;amore per i vini e per il suo territorio&#8221; &#8212; Il blog di Andrea De Palma" src="https://andreadepalma.it/alberto-longo-masseria-celentano-cacce-mmitte/embed/#?secret=U0NhWagNPM#?secret=w5eKGPk8Xi" data-secret="w5eKGPk8Xi" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="r1RXAm6vkC"><p><a href="https://albertolongo.it/">Home</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Home&#8221; &#8212; Alberto Longo" src="https://albertolongo.it/embed/#?secret=3avfQMoUY2#?secret=r1RXAm6vkC" data-secret="r1RXAm6vkC" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Nero di Troia Gold 2019 di Cantina Ariano a San Severo in Puglia… croccante e fresco nel frutto e nei profumi; piacevole e moderno al gusto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2022 09:39:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa bere]]></category>
		<category><![CDATA[Ariano]]></category>
		<category><![CDATA[Daunia]]></category>
		<category><![CDATA[Nero di Troia]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[San Severo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ariano Terra &#38; Famiglia S.P. 30 San Severo-Torremaggiore Km. 1,800 San Severo (FG) Tel. 329...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ariano Terra &amp; Famiglia</strong></p>
<p>S.P. 30 San Severo-Torremaggiore Km. 1,800</p>
<p>San Severo (FG)</p>
<p>Tel. 329 8121677</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f44d.png" alt="👍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Azienda biologica</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f44d.png" alt="👍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Visite su prenotazione</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f44d.png" alt="👍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Vendita On Line</p>
<p>Finalmente incontro Manuela Ariano in una serata in cui i produttori pugliesi Fivi (Federazione italiana vignaioli indipendenti &#8211; <a href="https://www.fivi.it/">https://www.fivi.it/</a> ) presentavano i loro vini: un’associazione fatta di famiglie che coltivano e trasformano esclusivamente le loro uve.</p>
<p>Era più una serata fra amici che la solita e asettica serata in cui ti riempiono il bicchiere e basta; si respirava un’aria famigliare con scambi continui di sorrisi e abbracci, emozioni e atteggiamenti che solo il vino, fatto e presentato con passione, riesce a generare.</p>
<p>Ogni sorso di vino era lo specchio di una realtà famigliare con alla base forti radici contadine, molto diverse tra di loro anche perché provenivano da zone, culture e vitigni diversi: nessuna omologazione ma tanta personalizzazione.</p>
<p>Manuela Ariano era in rappresentanza di una famiglia che ha puntato sui vitigni autoctoni pugliesi, realizzando una cantina con quindici ettari di vigneto che fin dalla sua nascita nel 1997 ha creduto in un’agricoltura sostenibile e biologica.</p>
<p>Il territorio a cui si fa riferimento è quello di San Severo, in provincia di Foggia, che da anni sta puntando sulla qualità e non più sulla quantità con la produzione di spumanti metodo classico da bombino bianco di cui parleremo in un&#8217;altra occasione.</p>
<p>Assieme ad altri produttori il Nero di Troia sta vivendo una nuova gioventù non più vinificato e spedito al nord, ma lavorato e imbottigliato in zona.</p>
<p>Del Nero di Troia se ne parla sempre troppo poco, un vitigno che appartiene alla cultura pugliese da sempre e quello della famiglia Ariano è la sintesi della loro filosofia aziendale e del territorio dauno.</p>
<p>Il colore rosso granato con unghia rosso bruna non lascia dubbi sulla volontà di produrre un vino che rispecchi la tradizione e il vitigno e non sia costruito per l’estero: oggi finalmente anche fuori dall’Italia stanno rivalutando e richiedono le tipicità italiane.</p>
<p>I profumi emergono netti e persistenti con sentori resinosi; il frutto è prevalente anche nel berlo come la marasca selvatica dal sapore acido e leggermente mandorlato che tiene assieme le fragranze di spezia come la cannella e il pepe nero.</p>
<p>Un vino dal sapore setoso che ha nella bevibilità il suo punto di forza, senza mai ostentare i tannini tipici di questo vitigno.</p>
<p>Nel complesso il sorso risulta morbido e abbastanza bilanciato con la sapidità che si contrappone al frutto nel finale piacevole e balsamico.</p>
<p>In abbinamento a carni arrosto o stracotti è, come si dice “la morte sua”. Io l’ho provato su questo piatto di costolette di agnello cotte sui carboni: abbinamento d’amore…</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7150" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/10/Agnello-alla-brace-copia-300x300.jpg" alt="" width="948" height="948" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/10/Agnello-alla-brace-copia-300x300.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/10/Agnello-alla-brace-copia-150x150.jpg 150w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/10/Agnello-alla-brace-copia-350x350.jpg 350w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/10/Agnello-alla-brace-copia.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 948px) 100vw, 948px" /></p>
<p>P.S.: per apprezzarlo al meglio vi consiglio di aprirlo in anticipo al pranzo/cena; personalmente l’ho ribevuto due giorni dopo e l’ho trovato integro e migliorato.</p>
<p><strong>Nero di Troia Gold 2019 Igt Puglia</strong></p>
<ul>
<li>Nero di Troia 100%</li>
<li>Fermentazione: acciaio</li>
<li>Affinamento: 12 mesi di barrique e tonneau di legno francese e americano.</li>
</ul>
<p>Costo da 22.00 a 24.00 euro</p>
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