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	<title>Coda di Volpe Archivi - Il blog di Andrea De Palma</title>
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	<description>Il blog di Andrea De Palma</description>
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	<title>Coda di Volpe Archivi - Il blog di Andrea De Palma</title>
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		<title>Coda di Volpe, I Bianchi del Vesuvio e il Pallagrello: vini identitari a Campania Stories 2021</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 08:59:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa bere]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Campania Stories]]></category>
		<category><![CDATA[Casavecchia]]></category>
		<category><![CDATA[Coda di Volpe]]></category>
		<category><![CDATA[Pallagrello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che fosse un vino d’Irpinia si è capito da subito; il terreno argilloso di provenienza gli ha conferito una marcata nota minerale nei profumi e immancabile la piacevole nota di “buccioso” dovuta evidentemente ad una breve sosta delle bucce con il mosto. Tutto in equilibrio con le fragranze floreali e di frutto; notevole la spalla acida che associata al frutto ne rendono un vino abbinabile a molta cucina mediterranea.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>LA CODA DI VOLPE</strong></p></blockquote>
<p>Un vitigno che ho già avuto il piacere di degustare rimanendone molto colpito. Ero a Montemarano presso la Cantina Perrillo, ma in questa edizione non ce n’era traccia e, per un vitigno dalla capacità evolutiva di tutto rispetto come questo erano solo sei le aziende che lo presentavano, peccato perché merita. Mi duole solo averne assaggiato solo due ma i tempi erano stretti e fra i due ho apprezzato la seguente.</p>
<p><strong>Traerte</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Irpinia Coda di Volpe 2020</strong></p>
<p>Che fosse un vino d’Irpinia si è capito da subito; il terreno argilloso di provenienza gli ha conferito una marcata nota minerale nei profumi e immancabile la piacevole nota di “buccioso” dovuta evidentemente ad una breve sosta delle bucce con il mosto. Tutto in equilibrio con le fragranze floreali e di frutto; notevole la spalla acida che associata al frutto ne rendono un vino abbinabile a molta cucina mediterranea.</p>
<p><strong>I VINI DEL VULCANO</strong></p>
<p>Una bella scoperta è stato conoscere il vitigno Caprettone, presente solo alle pendici del Vesuvio, che al di là delle note sulfuree dovute ai terreni vulcanici, ha dimostrato di essere degno figlio della sua terra. Nelle due versioni che mi sono piaciute è emerso la notevole eleganza che sgomitava fra toni alti di acidità e sbuffi sulfurei. Entrambi i vini erano 2019 ma avranno ancora molto da dire nei prossimi anni… Ho assaggiato anche due rossi onestamente ben fatti con Aglianico e Piedirosso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Setaro</strong></p>
<p><strong>Vesuvio Caprettone Dop Aryete 2019</strong></p>
<p>In questo territorio sono molto diffusi i vigneti a piede franco e questo vino ne è un esempio. Ho cercato un po’ di informazioni sul vitigno e ne è venuto fuori che non dovrebbe dare vini con caratteristiche di rilievo, ma non è il caso di Aryete, sarà la fermentazione in anfora e in tonneaux con la medesima maturazione…  ma io ho trovato un vino ricco di note floreali con rimandi alla mandorla dolce e poi una esagerata nota minerale, sulfurea che ti invadeva l’olfatto. Al sorso mi aspettavo un vino ostico e tagliente, invece ho trovato tanta eleganza, con una nocciola tostata che è ravvivata dalla notevole acidità ed un frutto gradevolissimo che accompagna il vino fino alla fine. Esempio eccellente della sapiente uso dell’anfora e della botte e, bravi anche nella gestione dei tagli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sorrentino</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Vesuvio Lacryma Christi bianco superiore Dop</strong></p>
<p>Ottima la prima impressione con misurata eleganza e signorilità da subito nei profumi, ricco di frutto e note floreali e con l’onnipresente nota sulfurea; al palato si presenta con un sorso molto minerale e ricco di acidità, con una sensazione costate di salato per tutta la sua persistenza. Si vede chiarissimo che il 20% di Falanghina ingentilisce il Caprettone e la sapiente vinificazione in acciaio e sosta sui lieviti per sei mesi ne fanno un bel vino.</p>
<p><strong> </strong></p>
<blockquote><p><strong>L’ALTO CASERTANO E I SUOI VINI: PALLAGRELLO BIANCO E ROSSO E IL GRANDE CASAVECCHIA</strong></p></blockquote>
<p><strong>Vestini Campagnano</strong></p>
<p><strong>Casavecchia Pontelatone Riserva 2017</strong><strong> </strong></p>
<p>Un’azienda che ha puntato molto sui vitigni autoctoni, come uno splendido Casavecchia dai profumi impregnati di amarena e frutti rossi con sbuffi di spezia nera; al sorso è il rosso che conosco dal colore impenetrabile, tannini irruenti ma veri e di rango. Nel finale il frutto riesce ad avvolgere tutte le parti dure compresi una sostenuta acidità ed una piacevole sapidità. Un vino lavorato in acciaio e barrique ma la sua longevità la deve sicuramente ai terreni argillosi.</p>
<p><strong>Terre del Volturno Pallagrello Bianco 2020</strong></p>
<p>Il Pallagrello Bianco è un vino ben fatto che merita la citazione anche se non trovo una specifica caratterizzazione: ben fatto dai tratti artigianali con una spiccata mineralità accompagnata da note mandorlate nel berlo. Bello e pulito anche il frutto nei profumi seguito da tratti sulfurei.</p>
<p><strong>Sclavia</strong></p>
<p><strong>Terre del Volturno Pallagrello Nero Montecardillo 2020</strong></p>
<p>Il Pallagrello nero è stata una bella sorpresa, e addirittura ho trovato un filo conduttore con il Piedirosso. Entrambi segnati da note floreali intese associate a fragranza di spezia nera come il pepe nero. Il Pallagrello Montercadillo mi convince moltissimo, un vino che berrei volentieri a tavola, dove alle note floreali e e di pepe nero sono affiancate da sentori affumicati: un vino davvero intrigante.</p>
<p>Al sorso i tannini uniformi e perfetti sono avvolti dal frutto croccante e ravvivati dall’acidità tutto in perfetto equilibrio: mi piacerebbe risentire questo vino fra qualche anno. Un lavoro ben fatto anche grazie al sapiente uso dei tonneaux dove il vino matura per sei mesi.</p>
<p><strong>Piccirillo</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Terre del Volturno Pallagrello Nero 2019</strong></p>
<p>Dalla scheda vedo che è una piccola azienda che attua lavorazioni artigianali, con fermentazioni ad acini interi per il rosso e pressatura a grappolo intero per i bianchi. Una caratteristica precisa che <strong>dà </strong>dei vini che hanno bisogno di tempo per esprimersi e che nell’immediato accontentano un ridotto numero di appassionati. Personalmente a primo impatto non ho valutato male questo vino, perché da subito mi ha dato l’impressione di un vino dalla mano contadina, ma ripeto è un vino che caratterizza produttore e territorio. I profumi si aprono da subito con fragranza di spezia nera con il classico pepe e frutto rosso in evidenza. Al gusto paga la sua artigianalità con tannini ancora troppo immaturi ma compensa con tanta bevibilità  e freschezza: si beve sicuramente meglio di tanti vini senza carattere.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Coda di Volpe di Cantina Giardino 2008: una scelta di vita di Daniela e Antonio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2017 09:17:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa bere]]></category>
		<category><![CDATA[Cantina Giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Coda di Volpe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di solito durante le varie visite in cantina, il produttore inizia a ostentare il gruppo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di solito durante le varie visite in cantina, il produttore inizia a ostentare il gruppo refrigerante, il maceratore rotante, il filtro ipertecnologico, le cisterne super controllate e, tanto altro per convincerci della bontà del suo vino prima di berlo e, poi grande soddisfazione nel presentarci i suoi “soldatini”, ben allineati e coperti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3582" style="width: 536px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3582" class=" wp-image-3582" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2017/04/Cantina-Giardino-Coda-di-Volpe-Paski-2008-300x300.jpg" alt="" width="526" height="526" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2017/04/Cantina-Giardino-Coda-di-Volpe-Paski-2008-300x300.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2017/04/Cantina-Giardino-Coda-di-Volpe-Paski-2008-150x150.jpg 150w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2017/04/Cantina-Giardino-Coda-di-Volpe-Paski-2008-768x768.jpg 768w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2017/04/Cantina-Giardino-Coda-di-Volpe-Paski-2008-600x600.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2017/04/Cantina-Giardino-Coda-di-Volpe-Paski-2008-350x350.jpg 350w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2017/04/Cantina-Giardino-Coda-di-Volpe-Paski-2008.jpg 1000w" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" /><p id="caption-attachment-3582" class="wp-caption-text">Cantina Giardino &#8211; Coda di Volpe Paski 2008</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa è la storia di tanti produttori, ma non è la storia di Daniela e Antonio (marito e moglie) che assieme a altri amici, decidono di iniziare a fare vino sotto casa, per il piacere di farsi piacere.</p>
<p>Non vi tedio con altre notizie che trovate ovunque, ma il vino prodotto inizia a piacere e Antonio decide di lasciare il suo tranquillo e rassicurante lavoro d’insegnante per dedicarsi completamente al loro progetto di vino.</p>
<p>Chiamatelo naturale&#8230;, chiamate artigianale…, chiamatelo vero…, chiamatelo come volete ma il loro vino mi ha riportato indietro di tanti anni, dove la “semplicità” di un bicchiere di vino non doveva farti preoccupare di metterti in macchina o di avere il mal di testa dopo: sicuramente erano tempi dove non avevamo problemi di ritiro patente.</p>
<div id="attachment_3581" style="width: 471px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3581" class=" wp-image-3581" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2017/04/Cantina-Giardino-anfora-in-gres-porcellanato-225x300.jpg" alt="" width="461" height="615" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2017/04/Cantina-Giardino-anfora-in-gres-porcellanato-225x300.jpg 225w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2017/04/Cantina-Giardino-anfora-in-gres-porcellanato-600x800.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2017/04/Cantina-Giardino-anfora-in-gres-porcellanato.jpg 750w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /><p id="caption-attachment-3581" class="wp-caption-text">Cantina Giardino &#8211; anfora in gres porcellanato</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I loro vini hanno un’alcolicità moderata e sono di facilità beva, quindi li definisco vini quotidiani e rassicuranti; come il progetto, ben riuscito, di fare le bottiglie da un litro e mezzo (com’era nella tradizione popolare), per ridare il piacere di bere a tutto pasto, con vini schietti e sinceri.</p>
<p>Però… e c’è sempre un però… a tutto. Qui siamo in Campania (Irpinia), un territorio con tre Docg, dove l’Aglianico trova la sua massima espressione e i bianchi si esprimono con mineralità e sapidità tanto da potersi abbinare a brasati di carni rosse.</p>
<p>Cantina Giardino inizia a produrre con uve acquistate, ma ormai da anni ha suoi vigneti e a breve ci sarà una cantina di tutto rispetto. Sono varie le etichette che producono, con uve Greco, Falanghina, Aglianico e Coda di Volpe bianca e rossa.</p>
<p>Tutte le uve, comprese le bianche, in base alla vendemmia, prevedono un periodo macerazione, che va dalla settimana, fino al mese: ormai siamo abituati a queste note intense che ci riportano nei profumi note di spezie banche, idrocarburi, zenzero, pietra focaia, ceneri e agrumi disidratati, che si sommano a note floreali intense; tutto in assoluta pulizia olfattiva e gustativa.</p>
<p>Va detto che questi vini hanno bisogno di essere aperti con largo anticipo al consumo, preferiscono delle temperature di servizio intorno ai dodici gradi e, se possibile aperte con qualche anno di affinamento in bottiglia.</p>
<p>L’esempio tangibile è <strong>il Paski da Coda di Volpe bianca 2008</strong>, un vitigno che m’interessa sempre più, che conobbi anni fa grazie un piccolo e sconosciuto produttore, oggi conosciutissimo. Antonio mi dice che appartiene alla famiglia dei trebbiani e, infatti riconosco l’impronta olfattiva intensa quasi ovattata dalle note minerali, con erbe amaricanti, come la radice di genziana (tipica in trebbiani di montagna).</p>
<p>Ma sono gli effluvi di idrocarburi e di agrumi disidratati che prendono il sopravvento e, se hai la pazienza di aspettarli, i profumi volgono verso note di salsedine e zenzero, con un pulizia assoluta che si ritrova anche al palato; dove l’attacco e cremoso, quasi burroso, sfacciato e ricco di sensazioni tattili che si rinforzano con l’acidità che la sapidità a cascata; una materia quasi masticabile con tanto frutto che ritroviamo sincero e ricco e, un finale che lascia il palato intriso di materia e pizzicore diffuso.</p>
<p>Ho assaggiato anche la Coda di Volpe 2015 che già promette molto bene ed è bevibilissimo, il profumi sono giocati su note più floreali ed erbe, ottima la bevibilità.</p>
<p>Come vedete nelle foto, tuti i vini sono macerati e fermentati (lieviti autoctoni) in legno con affinamento negli stessi e, siccome Antonio ama sperimentare, sta iniziando ad affinare anche in anfora fatta di un materia poco poroso ma dalla forma evocativa… e i risultati sono interessanti.</p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Cantina Giardino</strong></p>
<p>Via Petrara 21/b, 83031-Ariano Irpino (Av)</p>
<p><a href="http://www.cantinagiardino.com/">www.cantinagiardino.com</a></p>
<p>info@cantinagiardino.com</p>
<p>Tel 0825-872288 &#8211; Fax 0825-873084.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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