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	<title>Cosa cucinare Archivi - Il blog di Andrea De Palma</title>
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	<description>Il blog di Andrea De Palma</description>
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	<title>Cosa cucinare Archivi - Il blog di Andrea De Palma</title>
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		<title>La guancia di cavallo brasata: la rivincita del quinto quarto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 09:44:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[Cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[Guancia]]></category>
		<category><![CDATA[quinto quarto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E oggi è la volta della guancia di cavallo; si, quei pezzi di carne che non compra nessuno e che hanno bisogno di lunga cottura: metodologia ormai in disuso perché in casa hanno tutti fretta. Come anche in molti pseudo ristoranti dove solerti “cucinieri”; ops, volevo dire cuochi. ops, volevo dire chefs...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai si parla poco del quinto quarto. I banchi di macelleria sono diventati delle gioiellerie: involtini e palline colorate si alternano a mini hamburger di vari gusti (fra poco arriveranno quelli alla nutella…). La dura legge del marketing, signori!</p>

<p>Pollo e coniglio già conditi con peperoni e olive per le donne iper impegnate…! Mah… sarà veramente così o, più semplicemente, avranno l’appuntamento con le amiche per il caffè? E poi le unghie, mettiamoci qualche ora sui social e, nel frattempo, figli e mariti devono accontentarsi della spinacina spadellata… anzi, meglio se cotta nel microonde!</p>

<p>Vabbè, lasciamo perdere. Io mi sono raccomandato con il mio macellaio, che povero, è costretto a subire la mia consueta domanda :“cos’hai per me oggi?”. Il messaggio è chiaro. Solo ed esclusivamente quinto quarto dal cavallo al vitello, ma anche di maiale. E vi confesso che le mie richieste restano raramente inevase.</p>
<blockquote><p>E oggi è la volta della guancia di cavallo; sì, quei pezzi di carne che non acquista nessuno perché<br />
necessitano di lunga cottura, metodologia ormai in disuso perché in casa hanno tutti fretta. Come avviene anche in molti pseudo ristoranti con solerti “cucinieri”, ops! …cuochi… ops!&#8230; chefs…</p></blockquote>
<p>Ebbene, comprata porto a casa più di un kg di guancia; la metto a marinare con le solite spezie e verdure<br />
con del Negroamaro: in realtà non ne aveva bisogno, ma “a me mi piace” l’idea che acquisisca più equilibrio gustativo, in virtù della dolcezza della carne che si contrappone alla notevole acidità del vino.</p>
<p>La mattina seguente si parte con la cottura. Taglio in pezzi la guancia e la rosolo nel tegame alto con olio, rosmarino, timo, alloro e aglio. Metto da parte la carne e butto via l’olio della rosolatura senza cambiare tegame.</p>
<p>In precedenza avevo tagliato a filangè due cipolle, tre carote e due gambi di sedano a mirepoix.<br />
Nel tegame aggiungo altro olio e, appena caldo, procedo con la cipolla che deve rosolare bene senza mai bruciare; poi unisco le verdure e continua la rosolatura con aggiunta di brodo all’occorrenza.<br />
Unisco la carne e continuo la brasatura, poi aggiungo del vino bianco e aspetto che si consumi e vada a<br />
deglassare il fondo di cottura.</p>

<p>È vero. Non ho usato il rosso della marinatura perché sarebbe risultato troppo pesante. Aggiusto di sapore con sale e pepe e proseguo la cottura fino a quando non si esaurisce tutto il vino.<br />
A questo punto unisco il fondo bianco (brodo di carne fatto con verdure e un osso di vitello) e due cucchiai di polpa di pomodoro e lascio cuocere per almeno tre ore.</p>
<p>Cottura a fuoco lento con coperchio, rigirando occasionalmente. Se si riduce troppo unire altro brodo<br />
mantenendo molto umido tanto da rendere il tutto cremoso. Il bello di molti di questi piatti è appunto la cremosità che si crea grazie alle verdure e al collagene rilasciato dalla guancia.</p>
<p>Servire cospargendo con prezzemolo tritato e olio evo a piacere. Per i più esigenti una grattugiata di<br />
formaggio. Con crostoni di pane casereccio tostato.</p>
<p><strong>“Echevolodicoaffare”: scarpetta obbligatoria.</strong></p>
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		<title>Lumaca curativa e rigenerante, un regalo della terra come simbolo di aggregazione delle famiglie</title>
		<link>https://andreadepalma.it/lumaca-vacri-villa-maiella-abruzzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 15:42:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[Dove andare]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Lumaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vacri]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Maiella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La lumaca veicola un messaggio di lentezza e tranquillità. Godere appieno un territorio come metafora del vivere la vita meno freneticamente e in modo salutare.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-8841 aligncenter" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/08/Le-lumache-2-300x200.jpg" alt="" width="821" height="547" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/08/Le-lumache-2-300x200.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/08/Le-lumache-2-600x400.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/08/Le-lumache-2.jpg 700w" sizes="(max-width: 821px) 100vw, 821px" /></p>
<p>Cazzavune ,cervùne, ciammaricèdde e monacelle in Puglia; ciammaiche in Abruzzo. Sono alcune delle denominazioni dialettali regionali di questo gasteropodo che ritroviamo in tutta l&#8217;Italia e diffusa anche nel bacino del mediterraneo; volutamente non mi dilungo sulle varie tipologie.</p>
<blockquote><p><strong>La lumaca veicola un messaggio di lentezza e tranquillità. Godere appieno un territorio come metafora del vivere la vita meno freneticamente e in modo salutare.</strong></p></blockquote>
<p>Ogni regione ha la sua ricetta; ogni campanile la sua versione&#8230; ma fortunatamente questa è la peculiarità della cucina italiana.  Unica certezza è la riduzione e la quasi scomparsa delle lumache da gran parte delle nostre campagne, sia per l’eccessivo utilizzo della chimica in campagna e la conseguente devastazione dei loro habitat naturale sia per la drastica diminuzione delle piogge.</p>
<p>Fino a non molto tempo fa, alle prime piogge primaverili, tutte le famiglie uscivano la sera con le lampade per raccoglierle ai bordi delle strade di campagna quando queste, ignare del pericolo, facevano capolino alla ricerca di cibo.</p>
<p>Era soprattutto un modo per tenere unita la famiglia perché si mangiavano tutti assieme e si rideva a crepapelle. La tecnica per mangiarle suscitava ilarità in tutti, come anche indossare il “bavaglione” per non sporcare e sporcarsi.</p>
<p>La voglia di riassaporarle mi è tornata grazie ad un convegno, che si è tenuto a Vacri (CH), sulla nascita di una Confraternita della Lumaca fondata <strong>dall’allevatore Alessio Paravia</strong> e la partecipazione della comunità vacrese: Italianeatsrl &#8211; Contrada Sant&#8217;Agata &#8211; Vacri ch – cell: 329 9338304</p>
<div id="attachment_8843" style="width: 1059px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8843" class=" wp-image-8843" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/08/Lumaca-il-sindaco-di-Vacri-e-Alessio-Paravia-300x200.jpg" alt="" width="1049" height="699" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/08/Lumaca-il-sindaco-di-Vacri-e-Alessio-Paravia-300x200.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/08/Lumaca-il-sindaco-di-Vacri-e-Alessio-Paravia-600x400.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/08/Lumaca-il-sindaco-di-Vacri-e-Alessio-Paravia.jpg 700w" sizes="(max-width: 1049px) 100vw, 1049px" /><p id="caption-attachment-8843" class="wp-caption-text">Piergiuseppe Mammarella Sindaco di Vacri e il Produttore Alessio Paravia</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cosa interessante è che un’intera comunità sposa l’iniziativa di un produttore e ne fa un progetto di valorizzazione e rilancio di un territorio. Andiamo a Vacri: è un paesino bellissimo, con una vista mozzafiato sulle colline chietine che lascia senza respiro, e poi si mangia benissimo ovunque.</p>

<p>Potete prenotare da <strong>Rocco Di Felice</strong> <strong>agriturismo Sapori di Campagna</strong> dove oltre alle lumache potrete godere dei vari prodotti del territorio offerti sotto forma antipasti; e poi pasta alla chitarra con ragù e secondi piatti gustosissimi: arrosti misti, stinco di vitello al Coppo e coniglio in padella. Il tutto a prezzi molto popolari. Non dimenticate di chiamare. CELL: 380 1489422 – Via Selve 14 Vacri (Ch)</p>
<blockquote><p>Ma torniamo alla lumaca, che storicamente veniva inghiottita viva perché curava le ulcere gastriche e gastriti: prometto che ci proverò&#8230;</p></blockquote>
<p>Caratteristica evidenziata anche dal<strong> dott. Lorenzo Palazzoli</strong>, medico, ricercatore e ambasciatore del gusto che con un’interessante proiezione ha mostrato come l’alimento lumaca sia salubre e importante nel fabbisogno alimentare quotidiano, un incentivo in più al consumo dello stesso.</p>
<p><em> </em>Le tecniche per la cottura sono generalmente molto simili fra grandi e piccole. Unica differenza è che le piccole dopo averle spurgate facendole mangiare crusca o farina si lavano bene e poi si mettono in padella con aglio, prezzemolo, peperoncino, aromi vari e poi pomodoro pelato. Cottura breve, quindi conviene cuocere il pomodoro a parte e poi amalgamare il tutto.</p>

<p>Quelle grandi (per i pignoli: Helix Aspersa Muller) vanno spurgate, lavate, bollite, tolte dal guscio e private delle interiora. Va praticato un foro al centro del guscio. Importantissimo reidratare le lumache lasciandole in acqua prima e dopo il lavaggio. Rimettere dentro le lumache e cuocere il tutto in base alle varie ricette della nonna.</p>
<p>Ma il divertimento vero e proprio arriva nel momento in cui ci si appresta a mangiarle. Le lumache molto grandi sono più laboriose e occorre succhiare con più irruenza, aiutarsi chiudendo e aprendo il foro a mo’ di flauto.  Dunque, se le mangiate da soli è davvero triste, provate a mangiarle in gruppo&#8230; rumori, risate e schizzi assicurati.</p>
<p>Per i più raffinati potete andare a Guardiagrele presso il ristorante Villa Maiella e godere di una cucina stellare, come anche di questa favolosa interpretazione della Lumaca&#8230; <a href="https://www.villamaiella.it/">https://www.villamaiella.it/</a></p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-8850 aligncenter" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/08/Lumache-chitarra-Villa-Maiella-300x300.jpg" alt="" width="818" height="818" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/08/Lumache-chitarra-Villa-Maiella-300x300.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/08/Lumache-chitarra-Villa-Maiella-150x150.jpg 150w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/08/Lumache-chitarra-Villa-Maiella-600x600.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/08/Lumache-chitarra-Villa-Maiella-350x350.jpg 350w" sizes="(max-width: 818px) 100vw, 818px" /></p>
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		<title>Orecchietta con rucola e Bombino Nero spumante di Rivera: profumi murgiani in Puglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2024 16:29:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa bere]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[Bombino Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Castel del Monte]]></category>
		<category><![CDATA[Orecchiette]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se cercate, non troverete date certe circa la nascita delle orecchiette, né tantomeno il perché...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se cercate, non troverete date certe circa la nascita delle orecchiette, né tantomeno il perché della loro origine. Ci sono riferimenti risalenti addirittura al Medioevo, ma sarebbe azzardato dare informazioni così precise in tal senso.</p>
<p>Indubbio è che dalla Sicilia, alla Puglia fino alla Campania l’arte di impastare il grano macinato è<br />
ben nota e da essa sono scaturiti tutti quei formati di pasta che conosciamo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-8488 aligncenter" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/07/Orecchiette-245x300.jpg" alt="" width="762" height="933" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/07/Orecchiette-245x300.jpg 245w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/07/Orecchiette.jpg 571w" sizes="auto, (max-width: 762px) 100vw, 762px" /></p>
<p>In Puglia si è partiti da dischi di pasta schiacciati con il pollice, il resto poi è storia. Senza alimentare sterili campanilismi, le orecchiette sono da sempre più presenti nel nord barese, anche se oggi sono patrimonio di tutta la regione.</p>
<p>Una delle ricette che amo particolarmente è quella con la rucola di campo raccolta nelle colline carsiche ai piedi del Castel del Monte in Andria (Bat): chissà se anche Federico II mangiava lo stesso piatto&#8230;</p>
<div id="attachment_7357" style="width: 819px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7357" class="wp-image-7357" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/Castel-del-Monte-Murgia-carsica-1-copia-300x200.jpg" alt="" width="809" height="539" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/Castel-del-Monte-Murgia-carsica-1-copia-300x200.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/Castel-del-Monte-Murgia-carsica-1-copia-600x400.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/Castel-del-Monte-Murgia-carsica-1-copia.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 809px) 100vw, 809px" /><p id="caption-attachment-7357" class="wp-caption-text">La murgia barese e il suo maestoso castello</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left"><strong>All’olio extravergine di Coratina, molto caldo, uniamo l’aglio che deve sfrigolare e una buona dose</strong><br />
<strong>di peperoncino. Nel frattempo, nell’acqua ben salata che bolle, aggiungiamo le orecchiette  assieme alla rucola, in fine scolate la pasta e unite tutto in padella</strong><strong> con un buona manciata di pomodorino a dadini.</strong></p>
<p style="text-align: center"><strong>Il tutto impreziosito con ricotta salata stagionata delle masserie murgiane e con olio come non ci</strong><br />
<strong>fosse un domani&#8230;</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: left">A questo piatto della tradizione ho scelto di abbinare un ben fatto Bombino Nero spumantizzato<br />
della Famiglia De Corato: cantine Rivera di Andria (Bat)</p>
</blockquote>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-8482 aligncenter" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/07/Orecchietta-est-e-Bombino-Rivera-203x300.jpeg" alt="" width="865" height="1278" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/07/Orecchietta-est-e-Bombino-Rivera-203x300.jpeg 203w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/07/Orecchietta-est-e-Bombino-Rivera.jpeg 473w" sizes="auto, (max-width: 865px) 100vw, 865px" /></p>
<p>Bella bollicina è un metodo classico, dai profumi molto floreali e piccoli frutti rossi. Ma è al palato che emerge la peculiarità di questo vitigno: oltre al frutto esplode la notevole acidità che ben si sposa con questo piatto preparato, per l’occasione, dalla Vineria Est con cucina di Andria. La bollicina, invece, è della Cantina Rivera.</p>
<p><a href="https://www.rivera.it/it/">https://www.rivera.it/it/</a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/EstVinumCibus">https://www.facebook.com/EstVinumCibus</a></p>
<p><strong>per un approfondimento:</strong></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="PBVP24n7gG"><p><a href="https://andreadepalma.it/rivera-murgia-castel-del-monte-andria-spumante-bombino-nero-bombino-bianco/">La famiglia de Corato della cantina Rivera presenta i suoi Metodo Classico RIVERA 1950</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;La famiglia de Corato della cantina Rivera presenta i suoi Metodo Classico RIVERA 1950&#8221; &#8212; Il blog di Andrea De Palma" src="https://andreadepalma.it/rivera-murgia-castel-del-monte-andria-spumante-bombino-nero-bombino-bianco/embed/#?secret=vcv1eiJiKd#?secret=PBVP24n7gG" data-secret="PBVP24n7gG" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://andreadepalma.it/puglia-orecchiette-bombino-nero-castel-del-monte-rivera-spumante/">Orecchietta con rucola e Bombino Nero spumante di Rivera: profumi murgiani in Puglia</a> proviene da <a href="https://andreadepalma.it">Il blog di Andrea De Palma</a>.</p>
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		<title> Gli anellini alla pecorara teramani di Laura Pasetti con il Diecicoppe  2023 </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 08:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa bere]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[cucina tipica]]></category>
		<category><![CDATA[Diecicoppe]]></category>
		<category><![CDATA[Pasetti]]></category>
		<category><![CDATA[Pecorara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’abbinamento con il Diecicoppe, "chevelodicoafare"... sublime. Il Montepulciano nasce a Pescosansonesco a oltre 500 m s.l.m. mentre il Cabernet a Casauria: solo frutti rossi e mineralità con sfumature di pepe e cannella. Assolutamente da provare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://andreadepalma.it/diecicoppe-pasetti-abruzzo-cucina-tipica-pecorara/"> Gli anellini alla pecorara teramani di Laura Pasetti con il Diecicoppe  2023 </a> proviene da <a href="https://andreadepalma.it">Il blog di Andrea De Palma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8420" style="width: 997px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8420" class="wp-image-8420" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-Diecicoppe-di-pasetti-300x225.jpg" alt="" width="987" height="740" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-Diecicoppe-di-pasetti-300x225.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-Diecicoppe-di-pasetti-768x576.jpg 768w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-Diecicoppe-di-pasetti-600x450.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-Diecicoppe-di-pasetti.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 987px) 100vw, 987px" /><p id="caption-attachment-8420" class="wp-caption-text">Laura Pasetti</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qualche tempo fa assaggiai la prima versione del Diecicoppe, strabuzzai gli occhi e mi chiesi come si potesse realizzare un Montepulciano con Cabernet così fresco in annata&#8230;</p>
<p>Un vino esuberante, un’esplosione di profumi dall’infinita freschezza e soprattutto tannini levigati e ben integrati al frutto.</p>
<p>In ambito Guida era difficile degustare dei vini rossi in annata freschi con tannini levigati.</p>
<p>Ma ormai da anni si sono sviluppate tecnologie che, associate all&#8217;esperienza dei produttori, permettono di ottenere vini rossi freschi come, appunto, il Diecicoppe di Pasetti, un vino immediato da bere a tutto pasto, anche rinfrescato nelle serate torride.</p>
<p>A casa Laura ce lo ha proposto in abbinamento con gli Anellini alla Pecorara, un formato di pasta dalle origini pastorali tipica della provincia di Teramo, conditi con ragù di verdure.</p>
<p>Un piatto semplice della cucina povera da cui molti <strong>“cheffini”</strong> dovrebbero attingere.</p>
<p>Una pasta prettamente primaverile accompagnata da zucchine, melanzane e peperoni tagliati a dadini e fatti cuocere in salsa di pomodoro. Il tutto aromatizzato con basilico, cipolla e aglio.</p>
<p>Ma il segreto del successo sta nella ricotta di pecora grattugiata grossolanamente da cospargere sopra e nella mantecatura con una grattata di pecorino abruzzese media stagionatura.</p>
<p>Per preparare la pasta basta semplicemente amalgamare farina, semola e uova intere. Con l’impasto ottenuto creare un lungo cordoncino e, dopo averlo tagliato a pezzi regolari, chiuderlo ad anellini.</p>
<p>Cuocere in acqua abbondante e, infine, godersi un piatto che sa di territorio.</p>
<p>La mia amica Laura mi ha confidato il segreto per rendere l’impasto più morbido: aggiungere un po’ di patata bollita.</p>
<p>Da veri buongustai non ci siamo fermati soltanto a questo primo piatto, ma ci siamo concessi anche degli gnocchetti con salsa di pomodoro al basilico e burrata.</p>
<blockquote><p>L’abbinamento con il Diecicoppe, <strong>&#8220;chevelodicoafare&#8221;</strong>&#8230; sublime. Il Montepulciano nasce a Pescosansonesco a oltre 500 m s.l.m. mentre il Cabernet a Casauria: solo frutti rossi e mineralità con sfumature di pepe e cannella. Assolutamente da provare.</p></blockquote>
<p>La ricetta degli anellini potete reperirla facilmente su internet. Per il vino, invece, contattate senza indugio il punto vendita: <a href="https://www.pasettistore.com/">https://www.pasettistore.com/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://andreadepalma.it/diecicoppe-pasetti-abruzzo-cucina-tipica-pecorara/"> Gli anellini alla pecorara teramani di Laura Pasetti con il Diecicoppe  2023 </a> proviene da <a href="https://andreadepalma.it">Il blog di Andrea De Palma</a>.</p>
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		<title>Conoscete la “Struncatura” Calabrese&#8230; con olio evo di Max d’Addario a Pianella</title>
		<link>https://andreadepalma.it/pianella-extravergine-palusci-stroncatura-abruzzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 08:54:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[extravergine]]></category>
		<category><![CDATA[Palusci]]></category>
		<category><![CDATA[Pianella]]></category>
		<category><![CDATA[stroncatura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto questo avveniva al desco di Massimiliano D’Addario dell’azienda agricola Marina Palusci, sulle colline argillose e calcaree nel pescarese; qui l’olio è assoluto protagonista.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8399" style="width: 723px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8399" class="wp-image-8399 " src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/06/Palusci-1-225x300.jpeg" alt="" width="713" height="951" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/06/Palusci-1-225x300.jpeg 225w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/06/Palusci-1.jpeg 525w" sizes="auto, (max-width: 713px) 100vw, 713px" /><p id="caption-attachment-8399" class="wp-caption-text">&#8230; al desco famigliare di Max&#8230; padre, madre e suocera</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><strong>&#8230; Lo ammetto&#8230;</strong></h1>
<blockquote><p>Non conoscevo la stroncatura calabrese, una pasta ruvidissima di grano duro integrale, una bavettina di colore scuro dal sapore atavico.</p></blockquote>
<p>Beh&#8230; era buonissima: condita semplicemente con un sughetto a base di alici salate, peperoncino, olive in salamoia e olio evo e poi cosparsa di abbondante pane grattugiato tostato come se non ci fosse un domani.</p>
<p>Tutto questo avveniva al desco di Massimiliano D’Addario dell’azienda agricola Marina Palusci, sulle colline argillose e calcaree nel pescarese; qui l’olio è assoluto protagonista.</p>
<p>Lo stesso D’Addario ne è uno dei principali produttori e, infatti, i suoi oli sono presenti sui tavoli di tanti ristoranti stellati.</p>
<p>Si è vero, Massimiliano ha l’azienda a Pianella in Abruzzo, ma è anche vero che la moglie è calabrese e domenica scorsa, insieme a sua suocera, ci ha deliziati con questa pasta molto particolare e stuzzicante. Nel masticarla se ne percepiva l’origine antica.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-8398 aligncenter" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2024/06/Oliomania-Palusci-126x300.jpeg" alt="" width="324" height="771" /></p>
<p>A questo piatto ho scelto di abbinare l’Oliomania biologico, un blend delle varie cultivar presenti in azienda. Un fruttato intenso dal gusto sincero. In questo modo non ho caricato ulteriormente una pasta già di per sé ricca di gusto, ma mi sono limitato soltanto ad impreziosirla con i suoi profumi.</p>
<p>Incuriosito, ho fatto una ricerca sulle origini di questa pasta. Giunse in Calabria con gli amalfitani con i quali la regione intratteneva da secoli rapporti commerciali. Qui si diffuse in tutta la Piana di Gioia Tauro divenendone, poi, piatto tipico e patrimonio culinario di tutta la zona.</p>
<p>Dunque trattasi di un classico esempio di scambi e traffici avvenuti in passato tra regioni italiane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>dove trovare le varie info:</strong></p>
<p>http://www.olivetopependone.com/</p>
<p>https://www.facebook.com/MarinaPalusciPianella</p>
<p>https://struncatura.store/la-struncatura-storia-e-origini/</p>
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		<title>… volersi bene: Tubettini con il mare dentro e un bicchiere di Vigneto di Capestrano 2018 di Valle Reale…</title>
		<link>https://andreadepalma.it/tubettini-valle-reale-vigneto-di-capestrano-2018-abruzzo-valle-tirino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2023 17:07:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa bere]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Pizzolo]]></category>
		<category><![CDATA[Tubettini]]></category>
		<category><![CDATA[Valle Reale]]></category>
		<category><![CDATA[Valle Tirino]]></category>
		<category><![CDATA[Vigneto di Capestrano 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da tempo avevo voglia di mangiare un piatto di tubettini in brodetto di pescatrice e canocchia, con qualche cozza e giusto due gamberetti, solo per il gusto di “succhiare” un brodetto di pesce fatto bene accompagnato da un gran vino.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7922" style="width: 866px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7922" class="wp-image-7922" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/08/Tubettini-in-brodetto-di-canocchie-con-cozze-e-gamebretti-300x300.jpg" alt="" width="856" height="856" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/08/Tubettini-in-brodetto-di-canocchie-con-cozze-e-gamebretti-300x300.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/08/Tubettini-in-brodetto-di-canocchie-con-cozze-e-gamebretti-150x150.jpg 150w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/08/Tubettini-in-brodetto-di-canocchie-con-cozze-e-gamebretti-600x600.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/08/Tubettini-in-brodetto-di-canocchie-con-cozze-e-gamebretti-350x350.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 856px) 100vw, 856px" /><p id="caption-attachment-7922" class="wp-caption-text">Tubettini con brodetto di canocchie e pescatrice. Cozze e gamberetti</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>… vi è mai capitato di dirvi «oggi mi voglio farmi del bene», ho voglia di mangiare qualcosa di buona e bermi un ottimo bicchiere.</p>
<p>Per passione giro molti ristoranti e, più ne giro e meno voglio girare. Non è un gioco di parole ma è quello che mi succede.</p>
<p>Da tempo avevo voglia di mangiare un piatto di tubettini in brodetto di pescatrice e canocchia, con qualche cozza e giusto due gamberetti, solo per il gusto di «succhiare» un brodetto di pesce fatto bene accompagnato da un gran vino.</p>
<p>Un piatto quasi scomparso dalle carte, forse per il timore di mettere a tavola il cucchiaio, uno strumento del piacere che ci riporta all’infanzia e magari ci ricorda le sbrodolate con risucchio…!?</p>
<p>O forse perché c’è questa gran voglia di sorprendere il cliente nel fare “disegnini” nel piatto da grandi artisti…? O magari costa troppo sprecare delle canocchie freschissime e una testa di pescatrice -il resto lo mettete con la pasta-.</p>
<p>Vabbè… mi preparo il mio brodetto, cucino a mestiere cozze e gamberetti senza stracuocerli e unisco il tutto. Poi prendo dei pomodorini di stagione, li spadello con aglio e timo e li unisco al resto.</p>
<p>Cuocio al dente la pasta e termino la cottura, ma giusto due minuti, con il brodetto. Spolverata di prezzemolo tritato e vi assicura che chiudevo gli occhi quando assaporavo il tutto.</p>
<p>La vera verità è che volevo stappare un Vigna di Capestrano 2018 di Valle Reale, ora è il momento giusto per berlo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7917 aligncenter" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/08/Valle-Reale-2018--300x300.jpg" alt="" width="688" height="688" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/08/Valle-Reale-2018--300x300.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/08/Valle-Reale-2018--150x150.jpg 150w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/08/Valle-Reale-2018--600x600.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/08/Valle-Reale-2018--350x350.jpg 350w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/08/Valle-Reale-2018-.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 688px) 100vw, 688px" /></p>
<p>Un vino da uve Trebbiano con fermentazione spontanea in acciaio con sosta sui lieviti per almeno un anno, che raggiunge il suo splendore solo dopo qualche anno in bottiglia.</p>
<p>La cantina Valle Reale è a Popoli (AQ) a circa 300 mt slm mentre la vigna -solo quattro ettari- si trova a Capestrano a 400 mt s.m, storicamente era la vigna del convento dei Francescani in un territorio incontaminato, attraversato dal fiume Tirino.</p>

<p>Un Cru che partorisce vini esclusivi, a cui bisogna dargli tempo per esprimersi, dalle note di frutto e tonalità speziate nette.</p>
<p>Non aspettatevi intensità olfatti immediata, nel bicchiere si apre con modestia ma poi si vi regalerà emozioni vere. Il pepe bianco e pietra focaia si fondono alle note di elicriso, donando nuance di liquirizia, e una ventata di salsedine ravviva il tutto.</p>
<p>La bevuta è quasi salata, minerale, elegante con un sorprendete equilibrio fra acidità e frutto.</p>

<p>Un abbinamento d’amore con i tubettini che non possono fare altro che cedere il passo ad un grande vino. Il piatto dei tubettini è mio, ma il maestro di questo grande vino è Leonardo Pizzolo. Solo andando a trovarlo potrete capire vini del genere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.vallereale.it/">http://www.vallereale.it/</a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Cime di zucchine con orecchiette e Bombino nero in Puglia: La ricetta della tradizione per l’estate</title>
		<link>https://andreadepalma.it/orecchiette-parchitello-agrinatura-andria-castel-del-monte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 15:22:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa bere]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[Agrinatura]]></category>
		<category><![CDATA[Andria]]></category>
		<category><![CDATA[Castel del Monte]]></category>
		<category><![CDATA[Orecchiette]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I talli di zucchine o praticamente la pianta della zucchina si presta benissimo a preparare...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I talli di zucchine o praticamente la pianta della zucchina si presta benissimo a preparare dei piatti</p>
<p>Deliziosi; unica accortezza è doverla pulire bene dai fili esterni, anticamente veniva fatto dalle mamme di ogni famiglia e oggi si possono trovare già pulite, ma al triplo del costo.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left"><strong>Molti i termini dialettali come “scocchiature” a Trani o “soverchi” a Bisceglie.</strong></p>
</blockquote>
<p>Sono ottime sbollentate e spadellate con aglio e olio, personalmente le ho arricchite con del peperoncino semi piccante molto ricco di sapore e ho terminato la cottura con del fondo bianco molto delicato.</p>
<p>Mentre le patate hanno rosolato separatamente assieme alla cipolla e due cucchiaiate di salsiccia sbriciolata che dopo la rosolatura ho sfumato con del vino bianco.</p>
<p><strong>Ingredienti per 4 persone</strong>: gr 400 Orecchiette fresche (io ho utilizzato le Maffei di Barletta che tiene bene la cottura); gr 500 Talli di zucchine pulite ma se volete potete anche passare la giornata a pulirle; gr 50 di Salsiccia di maiale sbriciolata e tritata grossolana; gr 400 Patate (possibilmente di Margherita di Savoia); aglio a piacere; cipolla di Margherita di Savoia a piacere, essendo molto dolce potete abbondare; ricotta marzotica (se non la trovate va benissimo anche il cacioricotta perché bisogna grattugiarla grossolanamente); olio evo a piacere e del fondo bianco semplice; vino bianco a piacere.</p>
<p>Nella padella larga olio e foglia di alloro con la cipolla tagliata a filangè e fatela dorare molto bene.Rosolatevi dentro la salsiccia e bagnate con vino bianco -aggiustate di sapore-. Versare le patate tagliate a cubetti e rosolare il tutto bagnando con fondo bianco fino a metà cottura.</p>
<p>In un’altra padella olio evo, peperoncino tagliato a filangè e aglio; subito dopo le cime di zucchina già sbollentate, rosolate facendo insaporire il tutto, unitele poi alle patate. Cuocete le orecchiette a mezza cottura e terminate la cottura con l’insieme di patate e Talli; bagnare con fondo bianco fino a cottura. Servire con grattugiata di ricotta marzotica e pane tostato a cubetti.</p>
<div id="attachment_7795" style="width: 747px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7795" class="wp-image-7795" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/07/Agrinatura-Parchitello-257x300.jpg" alt="" width="737" height="860" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/07/Agrinatura-Parchitello-257x300.jpg 257w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/07/Agrinatura-Parchitello-600x699.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2023/07/Agrinatura-Parchitello.jpg 720w" sizes="auto, (max-width: 737px) 100vw, 737px" /><p id="caption-attachment-7795" class="wp-caption-text">Parchitello &#8211; Agrinatura di Giancarlo Ceci: foto Gianluca Tesse</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>In abbinamento un eccellente rosato da uve Bombino Nero della murgia pugliese a due passi dal Castel del Monte, dell’azienda Agrinatura di Giancarlo Ceci a Andria (BT): molto floreale nei profumi con sfumature speziate e di piccoli frutti rossi fra cui il melograno e la nota di agrumi. Al gusto è vincente con questo piatto perché la sua sapidità affronta egregiamente la nota intensa della salsiccia e il sapore deciso di aglio e cipolla.</p>
<p>NB: aggiustare di sapore significa salare o pepare a seconda dei gusti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span class="testopagina">Agrinatura società agricola srl</span></strong></p>
<p><span class="testopagina">Contrada Sant&#8217;Agostino<br />
76123 &#8211; Andria<br />
Tel. +39 0883 56 52 20<br />
Fax. +39 0883 56 52 23<br />
<span id="cloak6081"><a title="info@agrinatura.net" href="mailto:info@agrinatura.net">info@agrinatura.net</a></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La seppia ripiena … Muore benissimo con il Primitivo….</title>
		<link>https://andreadepalma.it/seppia-ragu-primitivo-di-manduria-nistri-gesuiti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2022 18:03:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa bere]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[Gesuiti]]></category>
		<category><![CDATA[Manduria]]></category>
		<category><![CDATA[Primitivo]]></category>
		<category><![CDATA[Ragu]]></category>
		<category><![CDATA[Seppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno c’erano due seppie che gozzovigliavano e inconsciamente decisero di saltare nella busta della...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno c’erano due seppie che gozzovigliavano e inconsciamente decisero di saltare nella busta della mia spesa.</p>
<p>La sorte volle che quel giorno avessi una bottiglia di Primitivo gentilmente offerto dalla famiglia Nistri e, naturalmente mi precipitai a preparare un ragu di seppia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7368 " src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/SEPPIA-RIPIENA-300x300.jpg" alt="" width="878" height="878" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/SEPPIA-RIPIENA-300x300.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/SEPPIA-RIPIENA-150x150.jpg 150w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/SEPPIA-RIPIENA-600x600.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/SEPPIA-RIPIENA-350x350.jpg 350w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/SEPPIA-RIPIENA.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 878px) 100vw, 878px" /></p>
<p>Prendete le seppie e fatele sapientemente pulire dal pescivendolo di fiducia affinché si possano riempire in modo tradizionale con mollica di pane ammollato nel latte, capperi, prezzemolo, formaggio pecorino, aglio, sale e pepe.</p>
<p>Fate il fondo di cipolla e olio evo e rosolate i molluschi, rinfrescando il tutto con poco vino bianco. Unire del pomodoro pelato ben salsato tanto da coprire le seppie e fate cuocere a fuoco lento: non esagerate con la cottura, tanto se il pelato è buono si restringe bene e la seppia cuoce in poco tempo.</p>
<p>Per questo ragu ho scelto una pasta alla chitarra, ma va bene anche uno spaghettone che tenga bene la cottura: mi raccomando al dente.</p>
<p>Se volete un piatto più cremoso, spadellate la pasta con poco ragu, altrimenti condite direttamente la pasta e adagiatevi la seppia, cospargendo il tutto con pecorino grattugiato e spolverata di pepe nero.</p>
<p>Inizialmente ero diffidente ma al primo sorso mi sono ricreduto… Un matrimonio d’amore fra la sapidità della seppia e le note saline del Primitivo… Provare per credere.</p>
<p><strong>Il Primitivo di Manduria Gesuiti 2020 della famiglia Nistri a Faggiano</strong></p>
<p>Un vino molto giocato sulla spezia e sulla freschezza di frutto e di beva. Ciliegia nera e amarena si giocano il primato nei profumi, incalzati dalla cannella e dal pepe nero. Un Primitivo di Manduria inaspettato, che sicuramente gode della ventilazione del vicino Golfo di Taranto, infatti la nota resinosa di cespugli di mirto è associata a una discreta salinità.</p>
<p>Il sorso non è stanco e morbidone, ma ben bilanciato fra frutto e la giusta acidità. Il tannino molto presente si amalgamava bene al resto senza prevalere o sopperire, rendendo il tutto molto piacevole nel finale molto persistente.</p>
<p>Un vino di famiglia fatto per essere finito a tavola, che non vuole sorprendere ma soddisfare. E con un rapporto prezzo/qualità da paura. Solo 15,00 sul sito della cantina on line</p>
<p><strong>Primitivo di Manduria Gesuiti 2020</strong></p>
<ul>
<li>Fermentazione acciaio</li>
<li>Lavorazione molto artigianale</li>
<li>Gradazione alcolica: 14,5% Vol.<br />
Vitigno: Primitivo 100% Zona di produzione: Faggiano, contrada Gesuiti.</li>
<li>Terreno argilloso, poco profondo.</li>
<li>Epoca di vendemmia: ultima settimana di agosto.</li>
<li>Vinificazione: uva selezionata e raccolta manualmente. Macerazione termo-controllata, pressatura soffice.</li>
<li>Affinamento: acciaio.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cantina Nistri</strong></p>
<p>Via Vittorio Emanuele 16</p>
<p>74020 &#8211; Faggiano Taranto (Italia)</p>
<p>+39 0995912226 &#8211; <a href="mailto:info@cantinanistri.it">info@cantinanistri.it</a> &#8211; https://www.cantinanistri.it/</p>
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		<title>La ricetta del Coniglio al Coppo di Pina e Berardino presso l’agriturismo Caniloro a Lanciano in Abruzzo: eccellenza della Cucina Popolare Frentana.</title>
		<link>https://andreadepalma.it/cucina-frentana-coniglio-coppo-agriturismo-caniloro-abruzzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 16:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[Dove andare]]></category>
		<category><![CDATA[Dove mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Agriturismo Caniloro]]></category>
		<category><![CDATA[Coniglio]]></category>
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		<category><![CDATA[Cucina Frentana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Coppo assieme alla fornacella, per arrostire gli arrosticini, sono sempre presenti in ogni famiglia contadina abruzzese in un territorio ricco di giacimenti enogastronomici.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_7264" style="width: 732px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7264" class="wp-image-7264 " src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/La-signora-Pina-di-Nardo-300x200.jpg" alt="Pina Di Nardo" width="722" height="481" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/La-signora-Pina-di-Nardo-300x200.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/La-signora-Pina-di-Nardo-600x400.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/La-signora-Pina-di-Nardo.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 722px) 100vw, 722px" /><p id="caption-attachment-7264" class="wp-caption-text">Pina Di Nardo</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cucina sotto al Coppo: un’antica tradizione che si perde nella notte dei tempi, una tecnica di cottura per arrosto adatta a carni come l&#8217;agnello e animali da cortile: polli, conigli e galline.</p>
<p>Il Coppo assieme alla fornacella, per arrostire gli arrosticini, sono sempre presenti in ogni famiglia contadina abruzzese in un territorio ricco di giacimenti enogastronomici.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7269 aligncenter" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Pina-di-Nardo-al-fuoco-300x225.jpg" alt="" width="829" height="622" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Pina-di-Nardo-al-fuoco-300x225.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Pina-di-Nardo-al-fuoco-600x450.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Pina-di-Nardo-al-fuoco.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 829px) 100vw, 829px" /></p>
<p>Elemento indispensabile è un camino aperto o in mancanza basta accendere un fuoco in un posto sicuro e dotarsi del Coppo. Di solito dalla forma tonda e concavo del diametro di circa 50 centimetri, il Coppo si poneva sopra la teglia con le carni prescelte e si ricopre di brace: il caldo del fuoco farà il resto.</p>
<p>Una tradizione saldamente custodita da Berardino Abbonizio e la moglie Pina Di Nardo assieme alla figlia Elisa presso l’agriturismo Caniloro a Lanciano, custodi di molte delle ricette della tradizione Frentana che altrimenti sarebbero andate perse, come anche la ricetta della Pizza “Randigna” o “Scima” e i Frascarelli.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7283 aligncenter" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/Trabocchi-300x183.jpg" alt="" width="903" height="551" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/Trabocchi-300x183.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/Trabocchi-600x365.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/12/Trabocchi.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 903px) 100vw, 903px" /></p>
<p>Lasciati i trabocchi sulla costa, basta inoltrarsi per le colline chietine e in pochi minuti si arriva all’agriturismo, immersi in un ambiente dove il tempo si è fermato, la cucina racconta il vissuto quotidiano delle famiglie contadine e tutto è prodotto in proprio come formaggi, salumi e prodotti della terra seguendo la stagionalità dell’orto.</p>

<p>Varcata la soglia, si respira un’aria d’altri tempi; tavoli in legno, tovaglie a quadretti e soprattutto un’accoglienza famigliare in locali con volte caratteristiche e l’immancabile camino.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7273 aligncenter" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Salsiccioto-Frentano-300x300.jpg" alt="" width="617" height="617" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Salsiccioto-Frentano-300x300.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Salsiccioto-Frentano-150x150.jpg 150w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Salsiccioto-Frentano-600x600.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Salsiccioto-Frentano-350x350.jpg 350w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Salsiccioto-Frentano.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 617px) 100vw, 617px" /></p>
<p>La cena inizia con fette di Salsicciotto Frentano (ottenuto da parti pregiate del maiale e stagionato nello strutto) innaffiato da Trebbiano dal sapore ricco di frutto e dal gusto sapido e saporito.</p>
<div id="attachment_7272" style="width: 798px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7272" class="wp-image-7272" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Pizza-Randinija-300x300.jpg" alt="" width="788" height="788" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Pizza-Randinija-300x300.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Pizza-Randinija-150x150.jpg 150w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Pizza-Randinija-600x600.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Pizza-Randinija-350x350.jpg 350w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Pizza-Randinija.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 788px) 100vw, 788px" /><p id="caption-attachment-7272" class="wp-caption-text">Pizza Randinija</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Pizza “Randigna o Scima” è l’ideale companatico fatta con farina, olio evo e vino bianco, ma soprattutto senza lievito e cotta sotto il Coppo.</p>
<p>Le temperature esterne mi fanno apprezzare una minestra di “Frascarelli” al pomodoro ottenuti spruzzando acqua sulla farina per ottenere delle piccole palline in seguito setacciate e cotte nel brodo. Vari sono gli usi di questa semplice preparazione, io l&#8217;ho apprezzata con la conserva di pomodoro, ma eccellente anche con legumi e altro.</p>

<p>Oltre alla Osteria potete godere di camere confortevoli per un fine settimana e giovare della calda accoglienza di Elisa, lasciandosi alle spalle il frastuono cittadino. E mi raccomando non andate via senza aver fatto provvista dei vari prodotti enogastronomici in vendita.</p>
<p>Il fine settimana è perfetto se includete la visita della città di Lanciano ricca di storia e un centro storico tutto da scoprire.</p>

<p><strong>La ricetta del Coniglio al Coppo</strong></p>
<p>Se avete qualcuno che vi regala un coniglio allevato in proprio allora vuol dire che siete fortunati, in mancanza chiedete al macellaio di fiducia di procurarvi uno allevato con mangimi biologici. Naturalmente pulito e tagliato a pezzi, calcolate almeno 300 gr a persona con non meno di 100 gr di patate (che non bastano mai) a testa. Disponete nella teglia unta di olio sale e pepe la carne, unite l’aglio, l’alloro, il rosmarino, il timo, cipolla e peperoncino. Bagnate con abbondante vino bianco e una generosa dose di olio extravergine e posizionate la teglia nel camino. Coprite con il Coppo copiosamente coperto di brace viva e attendete almeno un&#8217;ora e mezza.</p>
<p>Una precisazione è d’obbligo; la tecnica del Coppo si utilizza in varie regioni, ma è da dare merito al Gal Maiella Verde nella persona di Carlo Ricci e Slow Food Abruzzo nella persona del presidente Raffaele Cavallo che hanno voluto creare un circuito di aziende per salvaguardare ricette e prodotti della tradizione.</p>
<div id="attachment_7263" style="width: 847px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7263" class="wp-image-7263 " src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Fracnesca-Piccioli-Raffaele-Cavallo-e-Carlo-Ricci-300x300.jpg" alt="" width="837" height="837" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Fracnesca-Piccioli-Raffaele-Cavallo-e-Carlo-Ricci-300x300.jpg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Fracnesca-Piccioli-Raffaele-Cavallo-e-Carlo-Ricci-150x150.jpg 150w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Fracnesca-Piccioli-Raffaele-Cavallo-e-Carlo-Ricci-600x600.jpg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Fracnesca-Piccioli-Raffaele-Cavallo-e-Carlo-Ricci-350x350.jpg 350w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2022/11/Fracnesca-Piccioli-Raffaele-Cavallo-e-Carlo-Ricci.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 837px) 100vw, 837px" /><p id="caption-attachment-7263" class="wp-caption-text">Francesca Piccioli &#8211; Raffaele Cavallo &#8211; Carlo Ricci</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Agriturismo Caniloro</strong></p>
<p>C.da S.Onofrio,134<br />
66034 Lanciano (CH)</p>
<p>Tel.: <a href="tel:087250297">+39 0872.50297</a><br />
Mob.: <a href="tel:%203471879277">+39 347.1879277</a> &#8211; <a href="tel:%203801050311">+39 380.1050311</a><br />
E-mail: <a href="mailto:info@caniloro.it">info@caniloro.it</a></p>
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		<title>Orecchiette con ragu rapido di vitello e pomodoro</title>
		<link>https://andreadepalma.it/orecchiette-pasta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 09:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[Orecchiette]]></category>
		<category><![CDATA[Pasta]]></category>
		<category><![CDATA[Ragu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>per 4 persone per il soffritto all’italiana n° 1 carota n° 1 sedano 1/2 cipolla...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>per 4 persone</p>
<p><strong><em>per il soffritto all’italiana</em></strong></p>
<p>n° 1 carota</p>
<p>n° 1 sedano</p>
<p>1/2 cipolla</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>gr 400 di orecchiette fresche</p>
<p>gr 300 di pomodoro pelato</p>
<p>gr 50 prezzemolo</p>
<p>q.b olio extravergine</p>
<p>gr 50 vino bianco secco</p>
<p>n° 1 follia di alloro</p>
<p>gr 300 di carne di vitello/maiale tritata</p>
<p>gr 100 pancetta fresca a dadini</p>
<p>gr 100 formaggio Grana Padano media stagionature grattugiato</p>
<p>q.b Peperoncino</p>
<p><strong>PREPARAZIONE</strong></p>
<ol>
<li>pulire e tritare gli ingredienti per il soffritto (potete usare il frullatore)</li>
<li>Tritare il prezzemolo finemente</li>
<li>frullare il pomodoro pelato condendolo con un pizzico di sale, pepe e un goccio di olio</li>
</ol>
<p><strong>PROCEDIMENTO</strong></p>
<ol>
<li>mettere l’olio in una padella larga e la follia di alloro</li>
<li>unire la pancetta e rosolarla a seguire il soffritto e rosolare il tutto unendo del brodo per stufare meglio il tutto</li>
<li>aggiungere la carne e rosolarla bene e sfumare con vino bianco</li>
<li>mettere il pomodoro e portare a cotture: non deve restringersi troppo deve solo perdere l’acqua</li>
<li>cuocere la pasta in abbondante acqua e sale con un goccio di olio evo</li>
<li>scolare a mezza cottura e unire al sugo</li>
<li>portare a cottura</li>
<li>mantecare con formaggio e olio fuori dal fuoco</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SERVIRE CON UNA SPRUZZATA DI PREZZEMOLO E FORMAGGIO FRESCO</strong></p>
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