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	<title>Harimann Archivi - Il blog di Andrea De Palma</title>
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	<description>Il blog di Andrea De Palma</description>
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		<title>Harimann di Pasetti: una verticale senza tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 08:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa bere]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono bottiglie che restano nel cuore, esperienze che sedimentano come i grandi vini nelle loro barrique. Così è per questa verticale di Harimann di Pasetti, che torno a raccontare anche se è passato più di un anno. Del resto, il tempo, per certi vini, è solo un alleato.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono bottiglie che restano nel cuore, esperienze che sedimentano come i grandi vini nelle loro barrique. Così è per questa verticale di Harimann di Pasetti, che torno a raccontare anche se è passato più di un anno. Del resto, il tempo, per certi vini, è solo un alleato.</p>
<p><strong>Harimann, radici profonde e visione lontana</strong></p>
<p>Chi è Harimann? Per me è un ricordo nitido, legato a una giornata di oltre dieci anni fa, quando Domenico Pasetti mi portò tra le vigne di Pescosansonesco. All’epoca, l&#8217;attuale tenuta Testarossa era poco più di un rudere, ma lui e sua moglie Laura ci hanno sempre creduto. Oggi quella visione è diventata una delle realtà vinicole più rispettate d’Abruzzo.</p>
<p>Mi mostrò allora i primi impianti su suolo calcareo, ma soprattutto un vecchio tendone di Montepulciano – la tradizionale &#8220;pergola&#8221; abruzzese – apparentemente abbandonato, con oltre quarant’anni sulle spalle. Si trovava appena sotto la tenuta, in un terreno che prende il nome dai guerrieri longobardi. Oggi quel vigneto è stato in parte ricostruito, ma ne resta intatta l’anima, così come l’essenza del vino che ne nasce: scuro, opulento, profondo.</p>
<p>Vendemmia tardiva, macerazione lunga (quasi un mese), terreni argillosi (35%) e calcarei (10%) sono gli elementi che danno vita a questo Montepulciano dal profilo elegante e vocato all’invecchiamento.</p>
<p>Una volta, da curioso, gli chiesi: “Mimmo, ma come scegli i vigneti da comprare?” E lui, sorridendo: “Chiedo al contadino di farmi assaggiare il suo vino. Se mi piace, compro il terreno.”</p>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-9183 aligncenter" src="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2025/07/Harimann-2-300x225.jpeg" alt="" width="639" height="479" srcset="https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2025/07/Harimann-2-300x225.jpeg 300w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2025/07/Harimann-2-600x450.jpeg 600w, https://andreadepalma.it/wp-content/uploads/2025/07/Harimann-2.jpeg 700w" sizes="(max-width: 639px) 100vw, 639px" /></strong></p>
<p><strong>Annata 2017 – Il carattere giovane</strong></p>
<p>Un’annata considerata fredda. Il colore è intenso, con unghia violacea che rivela la sua giovane età. Il naso è ricco di frutto: lampone e amarena matura si fondono con note di pepe nero e anice stellato, su sfumature floreali. In bocca, i tannini sono già ben domati, la spalla acida è decisa, ma l’equilibrio deve ancora assestarsi. Una promessa in divenire, ma già con firma riconoscibile.</p>
<p><strong>Annata 2012 – Maturità e visione</strong></p>
<p>Qui il vino si apre in ampiezza. Si percepisce un cambio di mano in cantina: da anni, infatti, Davide Pasetti è a firmare le vinificazioni. Giovane, ma con idee chiare, rispetto per il territorio e lo sguardo oltre i confini.</p>
<p>Il colore è fedele al suo stile. Al naso, eleganza e maturità: frutti di bosco, tabacco, fiori rossi, fava di cacao e un tocco di cannella. Al sorso, stupisce per equilibrio: tannini aristocratici, grande sapidità, ottima gestione del legno. Un vino che lascia il segno.</p>
<p><strong>Annata 2009 – L’evoluzione in atto</strong></p>
<p>Lo avevo assaggiato anni fa, esplosivo e vigoroso. Ora si gode un meritato riposo, ma non ha perso vitalità. I profumi sono virati su toni più scuri: sandalo, china, cacao amaro, tabacco. Al palato resta opulento, con un&#8217;acidità predominante che rilancia note di liquirizia. I tannini sono ancora indomiti: un fuoriclasse in fase di trasformazione.</p>
<p><strong>Annata 2007 – L’eleganza della stoffa</strong></p>
<p>All’epoca le diedi un punteggio altissimo, e non mi smentisco. Quando c’è stoffa, c’è per sempre. Colore impenetrabile, naso ancora fruttato – nero, maturo – ma intatto, pur con virate verso la confettura. Cioccolato fondente e scorze di agrumi canditi arricchiscono il quadro.</p>
<p>In bocca è sontuoso: anice stellato, timo, balsamicità viva. Tannini setosi, uniformi. Il finale gioca su acidità e sapidità in perfetto equilibrio. Oggi, probabilmente, è al massimo.</p>
<p><strong>Annata 2004 – Profondità e tensione</strong></p>
<p>Sorprende per le note ematiche e saline al naso, arricchite da incenso e spezie. Il cioccolato c’è, come l’amarena matura. Al palato è una sinfonia di acidità e frutto, con eleganza e profondità. Una grande bevuta.</p>
<p><strong>Annata 2000 – La memoria del tempo</strong></p>
<p>Qui il vino si difende “a spada tratta” contro il tempo. Profumi speziati, grande vivacità, grazie a una spalla acida ancora vibrante. Un sorso che invita a berlo tutto, senza riserve. Perché certi vini non si ripetono. E meritano ogni goccia.</p>
<p class="p1"><strong>SOCIETÀ AGRICOLA PASETTI DI DOMENICO PASETTI S.S.</strong></p>
<p class="p1"> Via S.Paolo, 21  66023 Francavilla al Mare (CH), Abruzzo, Italia</p>
<p class="p1"> Telefono: +39 085 61875</p>
<p>www.Pasettivini.it</p>
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